ACID DEATH – Random’s Manifest

ACID DEATH – Random’s Manifest

ACID DEATH – Random’s Manifest

TITOLO: Random’s Manifest
ARTISTA: Acid Death
GENERE: Death/Thrash/Progressive
ANNO: 2000 (Re-issue 2016)
PAESE: Grecia
ETICHETTA: Copro Records/PHD

 

Il nostro percorso di scoperta/riscoperta delle ristampe della storica Death band ateniese, degli Acid Death si conclude con l’analisi della ristampa del secondo lavoro dei Nostri: Random’s Manifest, uscito originariamente nel 2000 sotto l’egida della Black Lotus Records. Anche questa ristampa è stata possibile grazie alla Copro Records/PHD la quale ha rilasciato quest’album, come per il debut del 1997 e Pieces Of Mankind nel  2016. L’album che chiude questa corposa triade e che potremmo annoverare tra i concept-album del Metal, fa capolino con le atmosfere lugubri e belligeranti dell’iniziale Perfect Enemy; dove un suono che rimanda a sonorità di un allarme bomba e il rombo vicino di un aereo da guerra, squarcia l’aria e spiana la strada all’imminente scontro con l’infuocato gruppo che vede al suo interno l’avvicendarsi del trittico: Themis Katsimichas (chitarra), Nigel Foxxe (tastiere) Nick Andreadakis (chitarra e tastiere) il quale entra a far parte della band solo per quest’album.  Ciò che questa prima traccia sprigiona è pura furia cieca intervallata a repentini rimandi Prog i quali danno alla linea Death e Thrash dei Nostri quell’aria intellettuale e quel dinamismo che ben si prestano ad un brano come questo: non rischiano di annoiare o ammorbare con inutili abbellimenti o virtuosismi stucchevoli ed auto-celebrativi. La successiva Random’s Manifest (Part I) (tre le parti previste per la title-track del disco) presenta una apertura che sembra voler omaggiare i nostri Goblin e dove il lavoro alle tastiere della new-entry Nick Andreadakis sembra attingere dai fasti della musica funky anni ’70. Una soluzione che mal si presta alle bordate elettriche principali della band e al cantato in growl. Un pezzo che ha il pregio di essere di breve durata, vista la continuità di ritmi e tappeti musicali che in breve tempo tendono causare noia chi ascolta. I rallentamenti e il taglio preciso di Psycho Love, terza traccia, risollevano le sorti del disco dopo lo scivolone del primo frangente della title-track; grazie ad un uso più equilibrato delle tastiere e delle ventate Prog, i Nostri restituiscono il giusto groove a questo lavoro. Sense Of Annihilation, sembra riprendere la strada intrapresa con Random’s Manifest (Part I) ma raggiunge un equilibrio più marcato tra le parti con un gioco di riff, ritmiche di basso e batteria molto più amalgamate anche nelle componenti più vicine al Prog; le quali risultano meno “prepotenti” nella loro presenza ed anche le linee di basso funky risultano essere ben inserite nel contesto. Il disco mantiene il suo equilibrio anche attraverso  Curse Of Flesh In Sorrow, in un susseguirsi di sferragliate e cambi di tempo ben studiati. Ottima anche la scelta di intervallare all’interno di In Sorrow il cantato in growl con un cantato pulito anche se solo per un istante; con Random’s Manifest (Part II) si rischia di precipitare nuovamente nelle medesime sensazioni della sezione precedente quando le tastiere. Le successive Misery COlored Yellow-BlackTeach To Kill Future Dreadlocks, sono tre pezzi abbastanza lineari e con poche soluzioni aggiuntive rispetto a quanto già sentito, comunque interessanti e ben costruiti ma che non aggiungono nulla al disco.
Il finale viene affidato alla strumentale Random’s Manifest (Part III), anch’essa migliore rispetto alla prima parte la quale segue quanto proposto da Random’s Manifest (Part II) ove viene eliminata la colonna portante delle tastiere a cui fa seguito W.A.R. (Wrong And Right), brano che inizia sul finale della precedente per poi esplodere in un turbine di riff affilati, ritmi serrati e voci agguerrite dove tutti i tratti fondamentali della proposta della band ellenica trovano libero sfogo e possono manifestarsi nella loro interezza. Un album con un pesante neo che rischiava di minarne il risultato finale e tre riempitivi che non spingono ulteriormente il disco. Nonostante questo, possiamo dire che il platter è di per se ben composto, arrangiato e con soluzioni interessanti, anche se non proprio all’altezza dei due lavori precedenti della band.

VOTO: 70/100

TRACKLIST:

  1. Perfect Enemy
  2. Random’s Manifest (Part I)
  3. Psycho Love
  4. Sense of Annihilation
  5. Curse of Flesh
  6. In Sorrow
  7. Random’s Manifest (Part II)
  8. Misery Colored Yellow-Black
  9. Teach to Kill
  10. Future Deadlock
  11. Random’s Manifest (Part III)
  12. W.A.R. (Wrong and Right)

LINE-UP:

Savvas Betinis – Basso/Voce
Dennis Kostopoulos – Chitarra Elettrica
Nick Andreadakis – Chitarra Elettrica / Tastiere
Kostas Alexakis – Batteria

WEB:

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daniele_vasco

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