ACID DEATH – Pieces Of Mankind

ACID DEATH – Pieces Of Mankind

ACID DEATH – Pieces Of Mankind

TITOLO: Pieces Of Mankind
ARTISTA: Acid Death
GENERE: Death/Thrash/Progressive
ANNO: 1997 (Re-issue 2016)
PAESE: Grecia
ETICHETTA: Copro Records/PHD

 

Torniamo ad occuparci delle ristampe della storica Death band greca, gli Acid Death; con la riedizione del loro primo full-length ufficiale del 1997: Pieces Of Mankind. La ristampa di questo primo disco della carriera della più controversa e innovativa, per l’epoca, (band underground del panorama ellenico che ha saputo farsi conoscere anche al di fuori dei natii confini), è stata possibile grazie alla Copro Records/PHD nel 2016.
L’album, il cui mood originale non è stato alterato e si è mantenuto integro permettendo così di fruire del sound autentico della band.
Pieces Of Mankind si apre con una raffinata intro tastieristica e orchestrale curata e firmata da Nigel Foxxe (attuale chitarrista e vocalist dei Ereshkigal, ex-vocalist dei Flames, ex-chitarrista dei Vomit, session-man nei Fortress Under Siege) intitolata Lost la quale sembra provenire da una colonna sonora in stile Danny Elfman; il brano apre la strada per la scarica Thrash dell’opener vera e propria di questo album: While The End Is Coming.
Il secondo brano è un concentrato di riff potenti e ritmiche decise con rapide virate in mid-tempo impreziosite da rapidi interventi di tastiere, le quali aprono ad incursioni Prog mai stucchevoli, con cui la band ha voluto arricchire la sua proposta. La violenza sonora, venata di soluzioni che ammiccano al Prog, prosegue con Reappering Freedom, terza traccia della tracklist, ove lo scambio di battute tra i due axemen (Dennis Kostopoulos / Themis Katsimichas) e con le tastiere di Foxxe, creano varianti ipnotiche che nel loro breve alternarsi a metà brano danno vita ad un brano godibile e convincente.

Un primo leggero cambiamento, riferito alla velocità di esecuzione lo troviamo nella successiva Our Shadows dove i riff e le ritmiche di basso e batteria rallentano appena, assumendo anche rapidi tratti più melodici e aperti nel guitar-working, permettendo alle linee vocali di Savvas Betinis di imprimere su nastro tutta la loro aggressività. Sempre ottima la prova di Foxxe che con i suoi delicati interventi funge da starter per le soluzioni Prog del gruppo, mai fonte di puro esibizionismo tecnico ma sempre dosate ed equilibrate.
L’album prosegue poi senza particolari cambiamenti, attraverso Frozen Heart My Destination. In queste canzoni fa capolino, un’alternanza tra riff agguerriti e ritmi serrati e in mid-tempo; la vena Death non sempre individuabile.  Giungiamo così Liquid Heaven, traccia che potremmo classificare come la power-ballad (concetto sul quale potremmo discutere se appropriato o meno in questa occasione) o comunque la canzone più lenta, cadenzata e atmosferica di questo esordio dove non mancano comunque solide bordate chitarristiche e linee vocali graffianti e taglienti. Il duo che ci accompagna al finale, composto da Realising A/I ci riporta alle potenti e serrate atmosfere iniziali dove l’attitudine della band e la sua energia spadroneggiano incontrastate cessando la loro corsa solo nella conclusiva The Mirror On The Top Of The World (la cui introduzione ricorda vagamente Eye Of The Tiger dei Survivor). La decima ed ultima traccia del platter, la band ci presenta una seconda delicata ballata dalle melodie romantiche e poetiche, con voci parlate ed alternate a vocals e cori puliti ed evocativi in cui le tastiere e le orchestrazioni fungono da perno sul quale ruota l’ottimo lavoro chitarristico acustico del pezzo.
Un esordio che meritava di essere riscoperto; e che grazie all’ottimo lavoro da parte della Copro Records/PHD è stato reso possibile. Inoltre permette a chi non conosceva ancora la band di scoprire un’ autentica gemma del panorama undeground degli anni ’90 (ancora attiva oggi) la quale ha saputo giocare con maestria e conoscenza con la musica proposta, creando così una personalità che permette a tre generi particolari di coesistere in perfetta armonia senza che si creino contrasti o insubordinazioni.

Un ottimo lavoro che conserva, dopo vent’anni, ancora tutto il suo fascino.

VOTO: 80 / 100

TRACKLIST:

  1. Lost
  2. While The End Is Coming
  3. Reappearing Freedom
  4. Our Shadows
  5. Frozen Heart
  6. My Destination
  7. Liquid Heaven
  8. Realising
  9. A/I
  10. The Mirror On The Top Of The World

LINE-UP:

Savvas Betinis – Basso/Voce
Dennis Kostopoulos – Chitarra Elettrica
Themis Katsimichas – Chitarra Elettrica
Kostas Alexakis – Batteria
Nigel Foxxe – Tastiere

WEB:

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