AKASAVA – Nothing At Dawn

AKASAVA – Nothing At Dawn

AKASAVA – Nothing At Dawn

TITOLO: Nothing At Dawn
ARTISTA: Akasava
GENERE: Heavy / Doom / Psychedelic Rock /Progressive Rock
ANNO: 2016
PAESE: Francia
ETICHETTA:  Nordavind Records/Triton’s Orbit

 

Una band che offre misticismo, paesaggi nebbiosi e atmosfere che vi portano verso agli abissi della vostra mente e della vostra anima. Gli Akasava, rilasciano il loro EP di debutto, Strange Aeons, nel Maggio del 2015, il cui artwork è stato curato dall’acclamato artista Karmazid, molto noto tra le band della scena Doom e Psych. Questo primo EP, permette alla band di ricevere recensioni positive sulle pagine di alcuni magazine e blog: Doomed & Stoned, The SludgeLord e Occult Rock MagazineL’album di debutto, Nothing At Dawn, viene licenziato dalla Nordavind Records/Triton’s Orbit, nel mese di Novembre del 2016. L’album è composto da otto tracce, improntate su uno stile abbinato a ritmi che traggono ispirazione dal Rock più oscuro degli anni ’70, dalla follia di Lovecraft, Jean Rollin e Jess Franco. Otto canzoni dal sound pesante e dall’incedere decisamente cadenzato, sostenute da un lavoro chitarristico che si rifa ai primi passi del Doom Metal, riprendendone i dogmi e gli stilemi più classici, inserendolo in un contesto più rockeggiante. Per rendere il tutto ancor più occulto e nero, la band, decide di utilizzare vocals maschili e femminili, affidate al cantante del gruppo Louis Hauguel, voce principale e alla bassista Amélie Gavalda, caratteristica già presente nell’opener del disco, Season Of The Poet, canzone articolata, anche se non particolarmente variegata. Si nota subito come ogni brano sia composto sia da una parte semi-acustica che può presentarsi come intro al pezzo o che ne costituisca parte dell’arrangiamento o che lo chiuda, che arricchisce la già ottima gamma dei suoni proposti. Le atmosfere e i paesaggi sonori creati dalla band francese, sono subito convincenti e il connubio tra parti acustiche e parti più Heavy, che a tratti ricordano gruppi storici come Uriah Heep Pentagram Coven o gruppi odierni come Blood Ceremony e Dunbarrow. Quello che però salta all’orecchio, oltre a basare il loro sound ad uno stile preciso, già a partire dalla terza traccia in scaletta, Assembly Of Fools, è il come la band abbia voluto sperimentare all’interno dei propri arrangiamenti, inserendo alcuni vagiti Stoner Rock che vanno ad aggiungere quella nota ruvida che incrementa sia la componente più scura dell’album sia la sua parte più energica. Ma il gruppo non si è fermato a questo, andando così a colmare le lacune presenti nella traccia d’apertura, che nonostante il suo misticismo e nonostante sembrasse pronta a spalancare le porte ad un mondo onirico e epico di tolkieniana memoria, sembrava fin troppo debitrice degli Uriah Heep di Circle of Hands. Si passa quindi ad echi Stoner, incursioni psichedeliche e variazioni Prog, ai viaggi mentali di Pyramid’s Eyes, brano che grazie alla sua chiusura acustica, confluisce nelle melodie esoteriche di Zora The Traveller, brano dalle atmosfere sulfuree e dall’andamento ipnotico, che nella seconda parte, esplode in un susseguirsi di riffs affilati e ritmi più veloci, senza tralasciare repentini cambiamenti di velocità e ritmo. Ottimi anche gli interventi tastieristici che chiudono il brano. Successivamente al muro sonoro dirompente di Solitude Of The Goat, sesta traccia in scaletta, l’album si chiude con una coppia di brani che riportano il full verso lidi più poetici e maggiormente orientati verso l’impronta sonora iniziale (Season Of The Poet e The Devil’s Tide), senza però infondere ulteriori varianti, riportando il tutto verso un suono classico d’impronta anni ’70. Nothing At Dawn, si presenta quindi sotto un variopinto caleidoscopio di sonorità Doom e Rock e si rivela, anche se non mancano alcune pecche che necessitano migliorie, come in Assembly Of Fools rimandi troppo pesanti ai nomi più blasonati del genere,un album godibilissimo sia per gli amanti della variante più classicistica del genere, portando con se anche spunti d’interesse per chi ne preferisce la parte più moderna e Stoner.
VOTO: 75/100

Tracklist:

  1. Season Of The Poet
  2. The Devil’s Tide
  3. Assembly Of Fools
  4. Pyramid’s Eyes
  5. Zora The Traveller
  6. Solitude Of The Goat
  7. Astral Truth
  8. Nothing At Dawn

Line UP:

Louis Hauguel – Vocals
Arnold Lucas – Guitar / Soundscapes
Amélie Gavalda – Bass / Vocals
David Touroul – Drums

WEB:

Facebook: https://www.facebook.com/akasavaofficial

Bandcamp: http://akasava.bandcamp.com/

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UC5kNHITAE4VeS72p42CTREQ

Twitter: https://twitter.com/Akasava_band

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daniele_vasco

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