The Southern Storm Fest II – Live Report

The Southern Storm Fest II – Live Report

The Southern Storm Fest II – Live Report

La sera del 29 Aprile 2017 la Nasty Spikes Events, in collaborazione con la Eagle Booking, ha permesso la seconda edizione del The Southern Storm Fest, evento che ha portato in Sicilia una line-up di grande qualità e decisamente eterogenea, capace di non far rimanere deluso nessuno dei numerosissimi spettatori lì presenti, oltre ad aver permesso a me di essere presente a nome della Webzine Metal Winds. Assieme agli storici headliner Onslaught che dominano i palchi da oltre trent’anni col loro instancabile e muscolare Thrash Metal, i gruppi precedenti provengono tutti da Roma e dintorni: la prova di un’organizzazione che pur di portare novità in terra sicula non ha guardato in faccia a nessuna delle possibili difficoltà, riuscendo infatti nel loro intento di creare una serata unica ed irripetibile. La prima band ad esibirsi sono stati i Gravestone con un Death Metal granitico e tecnico, ma che non manca di evocatività e influenze Progressive: un piacevole contrasto tra tastiere e ritmica massiccia che vede il noto batterista David Folchitto (Stormlord, Nerodia, Prophilax live , Scuorn live e Southern Cross – Official Stratovarius Tribute), dietro le pelli. Breve ma intenso.

A seguire il clima si capovolge totalmente: è il momento dei Rome in Monochrome, band Post Rock con influenze Shoegaze e Doom, che regaleranno una mezz’ora tranquilla ma al contempo elettrizzante, contrasto dato dalle strutture Post Rock e dalla voce in scream del chitarrista Gianluca Lucarini. La serata non poteva iniziare meglio. Successivamente sul palco i doomsters The Foreshadowing. A dieci anni dal loro esordio “Days of nothing” la band ha dimostrato una grande maturazione che li ha portati al loro ultimo full, “Seven Heads Ten Horns , ottenendo critiche positive da recensioni nazionali e non. Presenza scenica impeccabile e menzione speciale per il batterista Giuseppe Orlando (Ex- Novembre, ex- Rosae Crucis, Airlines Of Terror) che dal 2013 cura le sezioni ritmiche della band. Penultima band della serata sono gli Hour Of Penance, che con il loro Technical Death di alto livello tecnico ci hanno regalato quaranta minuti di terremoto nel locale: una bella sorpresa per i presenti, essendo questo un sottogenere quasi completamente assente nel sud Italia, peculiarità che ha conferito ulteriore particolarità alla serata. Arriviamo quindi agli headliner della serata, gli Onslaught.

Per oltre un’ora di show, la sala si è trasformata letteralmente in un ring: le transenne tremavano e il pogo è esploso dal primo all’ultimo minuto, fomentati da quelle macchine da palco che è la band inglese. Neanche il post serata è stato da meno: tutte le band si sono rivelate professionali e piacevoli nell’interazione col pubblico, rendendosi disponibilissime nel firmare gli autografi e nell’accontentare le richieste di tutti. Io stesso ho ricevuto un plettro da Nige Rockett in persona. Che dire di più? Che sicuramente il prossimo anno, come questa volta, scenderò di nuovo appositamente da Padova per un evento del genere.

Ivo

ivano

Mi occupo da anni di recensioni e interviste (anche bilingue) in ambito Metal. Recensisco su Metal Winds solo previo invio del disco fisico in questione. Polistrumentista per Vereor Nox, Padulo, Breethoven e Social Media Manager per i Liquid Fear.

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