Metaldays 2017 – Tolmin, Slovenia (parte 2)

Metaldays 2017 – Tolmin, Slovenia (parte 2)

A cura di Teresa e Ivo

Eccoci giunti alla seconda parte di questa avventura! Della prima parte si è occupato precedentemente Ivo ed io ho provvededuto a colmare delle lacune o comunque ho aggiunto delle mie opinioni personali, qui invece avverrà il contrario. Bene, iniziamo!

GIORNO 3: 26/07

Vexovoid

26/07 giorno da appuntare: è quello che abbiamo pensato quando abbiamo visto che nella line-up alle 15.30 avrebbero presenziato anche i Vexovoid. Li avevamo già visti in occasione di un piccolo festival in Emilia-Romagna, il Porkettone (qui l’evento di quest’anno: https://www.facebook.com/events/442659349426948/). Ed eravamo entrambi rimasti molto soddisfatti del loro spettacolo, professionalità, umiltà e soprattutto tanta energia! E sul New Forces stage ci hanno confermato ciò che già pensavamo. Technical Thrash fatto come si deve, non manca loro nulla e attendiamo con ansia il loro primo full-length dopo l’EP Heralds of Stars che personalmente, ho consumato.

Sleepers’ Guilt

Questi simpatici ragazzi ci hanno incontrato qualche giorno prima presso un supermercato. Si sono presentati come una band Melodeath dal Lussenburgo, ci hanno invitato al loro concerto presso il Metaldays e ci hanno regalato una piccola locandina ed il loro cd, Kilesa. Il loro garbo mi ha sorpresa e mi sono appuntata anche l’orario in cui avrebbero suonato. Sinceramente non mi sarei mai aspettata così tanta gente al loro show. Era gremito, anche loro si esibivano al New Forces Stage, e c’erano anche molti loro connazionali pronti a dargli tutto il loro sostegno. Hanno emozionato il pubblico con il loro Melodeath, regalando inoltre cd, magliette, bacchette e plettri. Senz’altro molto generosi! Non avevo mai visto una cosa simile!

Crisix

Death davvero energico! Ho apprezzato il loro modo di coinvolgere il pubblico e durante l’ultima canzone il frontman si è addirittura lanciato con lo strumento nel pogo. è partito un circle pit con lui che continuava a suonare la sua chitarra. Scena memorabile. Il Metaldays è anche questo: gli artisti e il pubblico diventano un tutt’uno, qualche volta…letteralmente!

Gutalax

Qui lascerò la parola ad Ivo in quanto personalmente ho assistito a circa tre canzoni.
Decisamente il live più divertente ed ignorante del festival. Carta igienica, scopettoni per il water e alter cose non identificate sono volate continuamente durante le loro canzoni. Abbiamo anche remato e i circlepit non si sono fermati un attimo, con energumeni e donzelle vestite/i (o svestite/i) nel modo più bizzarro possibile. Da rifare, assolutamente.

The Foreshadowing

In contemporanea coi Gutalax, si esibivano i The Foreshadowing nel Second Stage. Lo spettacolo dei Gutalax proprio non faceva per me, mi stavo annoiando così sono andata a vedere qualcosa più vicina ai miei gusti e più vicini anche alla mia personalità. Una band Doom che già avevo visto in passato in occasione del Roma Obscura. L’atmosfera era totalmente diversa, a me più affine, la differenza tra i due spettacoli enorme. Un pubblico composto, catturato dalla calda voce del frontman. Credevo che il loro sound fosse più adatto a luoghi chiusi, invece anche all’aperto hanno dato il meglio.

Abbath

Una star. Ero davvero curiosa di assistere a un suo show e le persone che hanno campeggiato con noi non hanno fatto altro che aumentare le mie aspettative. In principio pensavo che sarei stata delusa. Invece non è stato così! L’ex frontman degli Immortal, è considerato da molti una sorta di “giullare” del Black Metal. Ciò perchè durante i suoi spettacoli fa facce buffe, una sorta di caricatura ad artisti Black Metal convinti, ma non solo. Dà prova anche di essere un bravo cantante e musicista, professionale e capace. Inoltre l’ho trovato un artista molto umile, infatti alla fine è andato ad abbracciare personalmente i fan, avvicinandosi alla transenna. Ciliegina sulla torta è stata poi la sua rincorsa giù per la collina con la sua chitarra, che però si è conclusa con una rovinosa caduta suscitando l’ilarità di tutti. Ma lui non si è perso d’animo, anzi si è rialzato ed è tornato fra i fan, vittorioso, mentre dalla chitarra pendevano delle simpatiche foglioline verdi. Su facebook sono diventati virali all’Istante video e gif di quel momento. Posso dire “Io c’ero”.

Grave Digger

Non sono un’amante dell’Heavy Metal, ma loro mi piacciono. Ricordo che fecero un concerto a Roma forse un anno fa, ma non potei andare e invidiai coloro che invece avevano presenziato. E facevo bene. Hanno regalato ai proprio fan uno show energico e professionale, terminandolo con due loro cavalli di battaglia: Rebellion e Heavy Metal Breakdown coinvolgendo il pubblico in ogni istante.

Doro

La Metal Goddess Doro Pesch non ha perso l’occasione di infiammare il Main Stage del Metaldays, presentandosi energica, impeccabile e accompagnata da un’equipe di musicisti infallibili: un grandissimo onore per noi averla potuta vedere.
Shining

Gli Shining hanno sorpreso sia me che Ivo in positivo. Lascio ora la parola a Ivo.
L’esilarante band experimental norvegese, gruppo bonus del second stage dopo l’headliner della giornata, si è rivelata secondo noi come miglior show in assoluto del Metaldays. Alternative Rock, HC Punk, musica elettronica e delle lontane e sporadiche parvenze Jazz e Black Metal hanno contribuito a particolareggiare il tutto. Carichi di energia e reduci da un disastroso incidente in aeroporto che è costato loro buona parte della strumentazione, non si sono fermati e hanno condiviso con noi la loro energia attraverso un’interazione col pubblico vivace e calorosa. Incredibili.

GIORNO 4: 27/07

PIJN

Sono andata a vederli perchè qualcuno mi aveva detto che facevano Hardcore, o l’avevo letto su internet, non ricordo. Non essendo mai stata ad un vero concerto Hardcore, ero curiosa. Poi però già dalla prima canzone, il dubbio mi è venuto. Forse non era Hardcore. Suoni delicati, quasi tutto strumentale. Ogni tanto la quiete era spezzata da qualche scream, veramente pochi. Decisamente non era Hardcore. La gente era molto tranquilla, come pure l’atmosfera. Stavo assistendo ad un concerto Post, mio malgrado. Però sono rimasta fino al termine dello spettacolo in quanto hanno dimostrato bravura sul palco ed hanno saputo creare un’atmosfera davvero di quiete, nonostante credo che il Post venga valorizzato soprattutto in luoghi chiusi.

Angelus Apatrida

La Thrash Metal Band spagnola si è presentata in ottima forma, regalando un ottimo live e un ottimo pogo, durato quasi un’ora consecutiva. Spero di rivederli presto.

Rectal Smegma

Band Grind olandese, ho scoperto in seguito la loro provenienza e mi ha stupito. Ero convinta fossero americani.  Durante gli spettacoli Grind a cui abbiamo assistito, come sempre c’era molta gente travestita e circle pit per tutto il concerto ed anche noi ne abbiamo preso parte. Credo che il loro sia stato l’unico concerto Grind che sono riuscita ad apprezzare nel corso del Metaldays.

Aversions Crown

Breakdown su breakdown, gli Aversions Crown hanno saputo attrarre anche un pubblico più giovane rispetto alla media. Al Metaldays c’è anche la possibilità di acquistare il biglietto per una sola giornata. Mi sono accorta infatti che a seconda dell’headliner c’erano spesso nuove persone. Gli Aversions Crown hanno dimostrato energia da vendere, entusiasmando il pubblico.

Persefone

Come farò anche per gli Opeth, lascio qui la parola ad Ivo.
Esecuzione eccellente ed ottima interazione col pubblico… peccato che il cattivo lavoro del fonico ed il fatto che si sia rotto un amplificatore durante il live hanno distrutto la loro esibizione. Come mi dissero al Meet and Greet : “Nevermind, shit happens, we had fun anyway”. Sarà per la prossima.
Come altre band, gli Architects non hanno potuto presenziare. Mi è stato detto da “veterani del Metaldays” che rispetto agli altri anni, nel 2017 più artisti hanno dato la disdetta o per un motivo o per un altro.

Opeth

Nonostante la scaletta non fosse tra le loro migliori e i problemi tecnici sul palco che hanno ritardato la fine della loro esibizione di mezz’ora, gli Opeth sono stati magistrali in tutto. Da parte mia il live più atteso e quello che mi ha restituito più soddisfazione. Spero di rivederli però con una scaletta decisamente più interessante.

Solstafir

Post Metal proposto all’una di notte. Forse l’orario non è stato tra i più azzeccati. O forse sì. Ho visto diverse persone sonnecchiare beatamente, rilassati dalla tranquillità che i Solstafir hanno portato sul palco. I suoni riecheggiavano tutt’intorno.

GIORNO 5: 28/07

L’ultima giornata io e Ivo abbiamo fatto una scelta, siamo andati a mangiare fuori per pranzo ed abbiamo trovato con nostra grandissima sorpresa una specie di ristorante/bar che si è rivelato ottimo per quanto riguarda le pietanze. Dunque per l’ultimo giorno ci siamo un po’ viziati col cibo, provenendo da una settimana o forse più che avevamo ingerito quasi solo panini e similari. Non me ne vogliano i vegani, ma ricordo ancora il sapore di quella carne. Probabilmente non era così speciale, ma c’era tanta fame ed eravamo troppo sorpresi di aver trovato un posto così. Con tutti quei concerti sei sempre impegnato, un po’ ti dimentichi anche di mangiare, di dormire…di far tutto. Ma è bellissimo così. Questo era solo per spiegarvi perchè nell’ultimo giorno menzionerò solo tre band.

Equilibrium

Pionieri del Folk tedesco, hanno come rievocato la natura tutt’intorno, con i loro suoni duri, ma pur sempre allegri. Nonostante non fossero gli headliner e fosse comunque ancora giorno, il Main Stage era gremito.

Pain

Spettacolo impeccabile dove il frontman ha dato prova di grande carisma. Il concerto Industrial si è concluso con la loro canzone più celebre Shut Your Mouth, che ha portato tutti i fan a cantare a gran voce.

Heaven Shall Burn

Attendevo da tempo di poter assistere ad un loro live. Sono famosi per avere circle pit immensi e poghi piuttosto violenti.
Band Deathcore tedesca che ha portato sul palco violenza e energia a non finire proponendo pezzi sia dal nuovo album, che vecchie glorie quali Endzeit e la cover Black Tears. Come gli Amon Amarth anche loro hanno utilizzato delle fiamme, anche se comunque la loro scenografia era senz’altro più spoglia degli Amon Amarth.
I fan per tutto i tempo si sono divertiti con crowd surfing, ma soprattutto pogo e circle pit particolarmente…estesi.

Siamo dunque giunti alla fine di questo viaggio. è stata un’esperienza unica e indimenticabile.
Tra disavventure col cibo e con la pioggia, band straordinarie, immersi per più di una settimana nella natura, le giornate sono volate. Esperienza sicuramente da rifare. Un ringraziamento va anche ai nostri compagni di viaggio e alle persone che abbiamo conosciuto lì. Purtroppo però è stata dura dover tornare a casa e non poter ascoltare Metal giorno e notte e riabituarsi alle comodità di una casa.

Al prossimo Festival, horns up!

Teresa Medori

teresa

Ascolto Metal da più di dieci anni, ho studiato canto per più di tre anni presso una scuola, ed il resto da autodidatta. Il genere che prediligo è il Technical Death Metal, nonostante comunque io ascolti anche molto altro in ambito Metal.

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