Metaldays 2017 – Tolmin, Slovenia (parte 1)

Metaldays 2017 – Tolmin, Slovenia (parte 1)

Metaldays 2017 – Tolmin, Slovenia (parte 1)

A cura di Ivano e Teresa

 

Anche quest’anno Metal Winds porta la testimonianza di uno degli eventi Metal più suggestivi in Europa: il Metaldays.
Bagagli, insetti, tempeste e tante birre calde sono stati i simboli di questo viaggio epico che ci ha portati dal Veneto sino alla Slovenia alla ricerca di musica brutta, escursioni termiche esagerate, malattie ed ignoranza senza fine. A detta dei veterani del festival l’organizzazione era nettamente migliore del’anno scorso: numerosi i posti dove mangiare, e vari gazebo per supporti di ogni tipo. Tra le pecche più salienti però risalta una scarsissima cura dei bagni chimici che non descriverò per buon senso e affetto verso i lettori di Metal Winds, oltre che il discorso lavanderia: il secondo giorno hanno praticamente chiuso il servizio perché erano “pieni” e gli ultimi giorni erano disponibili solo per lavare e non per asciugare (probabilmente il servizio di cui necessitavamo di più visto che, a causa delle tempeste e dell’umidità, non vi era mai la possibilità di avere una pulizia completa del vestiario da rimettere nel borsone in caso di emergenza).
Prima di iniziare, occorre spiegare la dinamica delle esibizioni: il Metaldays da tempo a questa parte presenta ben tre palchi! Il terzo palco New Forces per le piccole band che suonano per la prima volta all’evento o comunque che hanno una schiera di fan ancora molto ristretta. Il Boško Bursać Stage detto anche Second Stage per le band un po’ più conosciute, e infine lo Ian Fraser Lemmy Kilmister Stage o Main Stage, dove ci sono (tecnicamente) le band più grosse e gli headliner della serata, tra cui spiccano i nomi di Marylin Manson, Heaven Shall Burn, Opeth ed altri importantissimi nomi della scena internazionale.
Inoltre l’headliner non era mai l’ultimo concerto della serata: dopo la fine dell’ultimo live sul Main Stage seguiva un gruppo bonus (abbastanza conosciuto) sul second stage. Diciamo pure un post serata o defaticamento, ecco. Ed è in una di queste occasioni che ho trovato il gruppo che a mio parere ha fatto il live migliore del Metaldays, ma di questo ne parleremo il giorno interessato. I
I primi due giorni sono stati di riscaldamento, vi erano band piccole e solo sul terzo palco: forse il modo migliore per non iniziare direttamente questa piacevole, ma impegnativa avventura.

GIORNO 1 – Warm up (22/07)

Tytus

Si inizia con energia: la band Power Metal/Heavy Metal triestina si presenta carica ed esilarante, con un buon coinvolgimento del pubblico e una buona resa tecnica e qualitativa della loro proposta musicale. Unico problema è che i generi non estremi, nel 2017, sono decisamente meno apprezzati del Black Metal, del Thrash o del Death Metal, rendendo più difficile ai gruppi Power, Heavy, Symphonic e Progressive il supporto che meritano. Lapalissiana differenza infatti ai live dei Tytus, dei Triosphere e dei Vision Of Atlantis, giusto per fare un esempio.

Turbowarriors Of Steel

Ignoranti di nome e di fatto. Primo pogo del Metaldays 2017, il trio fiammingo accende il pubblico con un live semiserio, ma carico, trasmettendo quell’energia che solo il Thrash può dare dal vivo. Mezz’ora all’insegna del divertimento e dell’arroganza.

Moros

Sulla scia dei TOS, sono volati dal palco cappelli ed altri oggetti non sembra chiaramente identificabili. Con una presentazione estetica da “metallaro medio”, i thrasher austriaci si sono dimostrati esilaranti e potenti, guadagnandosi la presenza al Metaldays 2018 in un palco decisamente più grande.

 

GIORNO 2 – Warm up (23/07)

Whorion

Purtroppo abbiamo assistito solo ad una canzone per poi pentirci di essere arrivati tardi.

Fractal Universe

Un gruppo che già seguivo prima di vederli al Metaldays, qui è Teresa a parlare, i Fractal Universe hanno stupito con la loro eleganza ed i loro tecnicismi. Purtroppo non sono stati fortunati dal punto di vista fonico, infatti quest’ultimo li ha penalizzati non poco. Nonostante ciò lo show è stato comunque di alto livello.

Myriad Lights  

Italiani, presentano un Heavy con qualche influenza Power. La nostra impressione purtroppo è stata però che ancora non fossero pronti a calcare un palco, anche se il più piccolo, al Metaldays, dove comunque sia vi è un ampio pubblico in cui poterti fare conoscere. è dunque un’ottima opportunità per le band che sanno sfruttare l’occasione. I membri della band non erano ben coordinati fra loro e nonostante la grinta che all’inizio sembravano emanare, ci hanno ricordato che comunque un’intesa ed esperienza in una band, non sono da sottovalutare.

 

GIORNO 1 (24/07)

A causa della tempesta che ha colpito il Metaldays vi sono stati dei cambiamenti nell’ambiente: il palco New Forces è stato distrutto e ricostruito in una notte e alcune band sono state spostate o hanno subito danni alla loro attrezzatura e al loro merch, come vedremo ad esempio con gli Omophagia.

Fallen Tyrant

Non sono un’amante del Black, ci ho provato più volte, ma non mi ha mai affascinato. Forse però questo Metaldays mi ha fatto cambiare idea almeno in parte. Probabilmente non diventerà mai il mio genere preferito, apparte qualche band che apprezzo molto. Le band Black durante questo festival però mi hanno entusiasmato, anche i Fallen Tyrant. Si sono esibiti in tarda mattinata e questo ha un po’ scoraggiato le persone nell’andarli a vedere sotto il sole. Ma non me. Sono troppo curiosa e i concerti mi appassionano, la musica mi ha quasi chiamato (la nostra tenda era vicino al New Forces Stage). Non c’era molta gente purtroppo, sul palco dei classici blackster in face painting e muniti di borchie dalla lunghezza di una ventina di centimetri circa. Insomma, un classico spettacolo Black. Che con mia sorpresa ho apprezzato molto e a cui ho assistito sino alla fine.

Omophagia

Abbastanza noti agli appassionati di Death Metal, i brasiliani Omophagia hanno dato prova del loro valore in giacca e cravatta (insanguinate) pestando per tutta la durata del live: un’esibizione senza esclusione di colpi. A causa dell’acqua subita durante la tempesta, hanno regalato i loro album a fine concerto poiché, essendo il booklet e il cd parzialmente rovinati dall’acqua, non avrebbe avuto senso farli pagare. Un vero peccato per una band umile e professionale come loro.

Absu

Proscriptor si muove come il Dio Marduk fu la prima frase che ascoltai quando raggiungemmo il second stage. Inizialmente non capivo, ma entro pochi secondi mi fu tutto chiaro: ero davanti ad un vero e proprio rituale Black Metal. E’ difficile descrivere a parole ciò che ho visto: dico solo che gli Absu, escludendo un’altra band post concerto nel second stage, sono stati la miglior band del Metaldays, per me superiori anche agli Headliner. Un leggero imbarazzo e voglia di vendere gli strumenti mi colse a fine esibizione, che è comunque durata troppo poco. Sarebbe durata troppo poco anche se gli avessero concesso tre ore.

Batushka

Una delle band più quotate ed attese di questo festival. Un po’ spenti all’inizio, hanno rapidamente infiammato il pubblico con le loro liturgie. La misteriosa band polacca ha reso i pezzi esattamente come nel disco. In pochi minuti il second stage era pieno, tra gente che aveva ampiamente ascoltato l’album e gente che era curiosa di ascoltarli, probabilmente a causa della loro repentina ascesa nella scena underground europea.
Qui è Teresa che parla, conoscevo già i Batushka, ma devo ammettere di non averli approfonditi più di tanto. L’esperienza è stata decisamente suggestiva. Tutti erano attenti, sembrava come assistere ad una messa solenne. Dopotutto molte canzoni ricordano quelle che caratterizzano funerali, fatta eccezione per gli scream e strumenti che caratterizzano il Metal estremo.
Questi festival servono un po’ anche a questo: riscoprire qualcosa che probabilmente nella propria camera viene percepito in modo differente.

Na Cruithne

La prima band del Main Stage è stata i Na Cruithne, band Folk irlandese. Delizioni e piacevoli, hanno dovuto interrompere l’esibizione a causa di quella che è stata forse la tempesta più devastante del Metaldays, per colpa della quale io e Teresa siamo rimasti chiusi mezz’ora in un bagno chimico aspettando che scemasse. Compromettenti foto provano ciò.

Gli Xandria hanno annunciato qualche ora prima che non si sarebbero potuti esibire per problemi personali.

 

Iced Earth

Inizialmente in parallelo ai Batushka, a causa (direi in realtà “grazie”) alla tempesta, questi ultimi sono slittati verso l’una di notte, permettendoci di assistere allo spettacolo della famosa band Heavy Metal/Power Metal Iced Earth. Noti da anni nella scena internazionale, non hanno perso l’occasione per ricordare la maestria e la potenza con le quali sanno portare in scena i pezzi degli album. Sensazionali, dal primo all’ ultimo brano.

Marylin Manson

Il primo headliner del Metaldays. Credo che nessuno si aspettasse uno show-rivelazione da lui, la maggior parte delle persone credo fossero lì come noi, un po’ per curiosità. Ivo dopo una o due canzoni se n’è andato, mentre io sono rimasta. Decisamente non è mio costume andar via da un concerto, per non far nulla; inoltre ero davvero curiosa. Qualche sua canzone la conosciamo tutti in fondo. Lo spettacolo però è stato purtroppo a mio parere, deludente. Non era in grado di cantare a piena voce, tranne qualche canzone d’eccezione e si è cambiato praticamente ad ogni pezzo. Lo spettacolo si è concluso mezz’ora prima del previsto inoltre, lasciando tutti un po’ perplessi.

 

GIORNO 2 (25/07)

Overtures

(Teresa) Anche loro, come i Fallen Tyrant, si sono esibiti di mattina, e sono andata a vederli. Anche il Progressive non è tra i miei generi preferiti, ma anche loro live hanno saputo trasportarmi. Ho ammirato in particolar modo la bravura del cantante e come hanno saputo sfruttare nel migliore dei modi, lo spazio che il palco offriva. Anche loro forse sono stati un po’ penalizzati dall’orario ed hanno suonato sotto al sole cocente.

 

Transceatla

Piacevole scoperta del Metaldays, questo gruppo di musicisti maturi mi ha ricordato una versione leggermente più Progressive dei Beyond Creation. Nonostante sia capitato sul second stage per caso (aspettavo di asciugarmi dopo la doccia e nel mentre vagavo a caso) sono stato abbastanza incuriosito da volerli approfondire. Consigliati a tutti gli amanti del Technical Death e del Progressive Death.

Mgla

In contemporanea ai Katatonia, questa band Black Metal compatriota dei Batushka e altrettanto mistica non ha risparmiato un colpo: blast beat e cattiveria veemente. Grazie alla fama acquisita per via del loro full-length Exercises In Futility, hanno potuto vantare un pubblico vasto senza risentire della presenza dei colossi Doom Death sul palco principale. Semplicemente impeccabili.

Krisiun

Dati i cambi d’orario, purtroppo ce li siamo persi. E solo il giorno dopo io e Ivo abbiamo scoperto che quello che sentivamo dalla tenda non erano i Kadavar che avevano cambiato genere, ma i Krisiun ai quali avevano cambiato l’orario.

Katatonia

Poco da dire. Passare vicino al main stage durante un live dei Katatonia significa rovinarsi con le proprie mani. In positivo, ovviamente. Procedevo verso il second stage con l’intento di vedere tutta l’esibizione dei Mgla, non sapendo che nel primo stage ci fossero i Katatonia. Essendo l’entrata dei due palchi vicina, decisi, incuriosito dai bellissimi suoni del main stage, di passare a vedere giusto cinque minuti cosa stava accadendo. Vi risparmio il monologo, vi dico solamente che dei Mgla ho visto solo le ultime due canzoni… sarà per la prossima volta!
Io invece, Teresa, sono stata più soddisfatta dei Mgla, senza dubbio per questione di gusti. Per i fan dei Katatonia posso dirvi: se ne avete l’occasione, andate a vederli! Non rimarrete affatto delusi. Dal poco che ho potuto vedere suoni puliti e tanta professionalità.

Amon Amarth

(Teresa) Scenicamente impeccabili. Hanno regalato uno spettacolo non indifferente! Fuochi e fiamme, letteralmente parlando! Infatti avevano sul palco, delle fiamme che all’occorrenza venivano accese. Attori che impersonavano guerrieri sul palco, battaglie, draghi e un crowd surfing davvero fuori dal comune!
(Ivo) Bravi e professionali, uno degli show da headliner in cui il pubblico era più acceso. La parte più divertente per me è stata quella di battere il cinque ai più audaci che passavano davanti alla transenna reduci dal crowdsurfing!

A breve la seconda parte!

 

Ivo

ivano

Mi occupo da anni di recensioni e interviste (anche bilingue) in ambito Metal. Recensisco su Metal Winds solo previo invio del disco fisico in questione. Polistrumentista per Vereor Nox, Padulo, Breethoven e Social Media Manager per i Liquid Fear.

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