12 Luglio 2017 – Fleshgod Apocalypse + Golden Jubilee@Ferrock Festival (Vicenza)

12 Luglio 2017 – Fleshgod Apocalypse + Golden Jubilee@Ferrock Festival (Vicenza)

12 Luglio 2017 – Fleshgod Apocalypse + Golden Jubilee@Ferrock Festival (Vicenza)

Nonostante il caldo infernale e l’umidità, sono arrivata molto presto al Ferrock Festival di Vicenza, mercoledì 12 luglio. Nel parco c’erano solo i membri dello staff, le band e qualche persona qua e là. All’interno dell’area festival erano stati allestiti diversi stand che offrivano cibo, bibite e birre artigianali, inoltre ci si poteva sedere sulle classiche panche in legno oppure su delle “poltrone” allestite con cassette di legno e cuscini. Entro subito nel backstage, dove trovo i Golden Jubilee, i quali mi hanno gentilmente concesso il pass, e mi intrattengo con loro. Tra le 18 e le 19 ci godiamo il soundcheck degli headliner della serata: i Fleshgod Apocalypse. I Nostri erano già stati in Veneto per la data a San Donà di Piave (QUI il Live Report) e hanno scelto il Ferrock Festival di Vicenza per la loro unica data italiana estiva. Dopo il check dei Golden Jubilee, il palco è pronto per dar via allo spettacolo.

 

GOLDEN JUBILEE:
La band vicentina nasce nel 2011, ma pubblica un album solo quest’anno. Li troviamo sul palco del Ferrock Festival in apertura ai Fleshgod Apocalypse e, nonostante si noti un po’ che non sono avvezzi ad un palco così grande, i Nostri ci regalano comunque quaranta minuti molto piacevoli, con un symphonic metal molto leggero e godibile soprattutto dagli amanti del genere. Ciò che traspare dalla band è freschezza, accentuata dai brani stessi e dalla voce del soprano Margherita Conforti. Molto bello il brano Iside, nel quale viene recitata un’antica preghiera egizia. Verso la fine della scaletta si unisce a Margherita anche una voce maschile, che regala un ottimo duetto al pubblico che ormai diventa di minuto in minuto più numeroso. Per i Golden Jubilee questo era l’ultimo, elegante, brano ed è ora di lasciare spazio ai Fleshgod Apocalypse.

 

SCALETTA:
1. Vision
2. Golden Jubilee
3. Heavy rain
4 Skizophrenia
5. Heal me
6. Iside
7. Drops

Facebook:
https://www.facebook.com/Goldenjub/

 

 

 

FLESHGOD APOCALYPSE:
Un breve intermezzo per presentare l’associazione ABAut ABA, alla quale verrà devoluto l’intero incasso, e le luci si spengono. La folla comincia già ad urlare il nome dei Fleshgod Apocalypse e, finalmente, la band perugina fa il suo ingresso.
Si parte con Marche Royale, dall’ultimo album King (di cui la data fa ancora parte del tour di supporto e del quale troveremo più brani in scaletta) e il pubblico si fomenta. Si continua con In Aeternum e Healing Through War, entrambe estratte sempre da King. Nonostante dalla transenna i suoni sembrassero abbastanza buoni, fonti certe mi hanno riferito che dalla zona del mixer l’impatto non è stato lo stesso. La chitarra di Fabio Bartoletti, attuale sostituto di Cristiano Trionfera nella formazione, era troppo bassa e i suoni si impastavano facilmente. Nonostante ciò, ho comunque potuto riscontrare dei suoni nettamente migliori rispetto al live precedente in cui li avevo visti, complice anche il fatto che il Ferrock si tiene all’aperto e l’impianto è adeguato alla moltitudine di suoni dei Nostri, che come sappiamo non si risparmiano soprattutto nelle orchestre.
Si continua con Pathfinder e Cold ad Perfection. Si prosegue con Tommaso Riccardi che introduce The Violation leggendo alcuni dei versi più celebri della Divina Commedia, recitati a memoria anche da parte del pubblico. La scenografia dei Fleshgod Apocalypse è come sempre studiata nei minimi particolari: gli abiti, le aste dei microfoni, gli strumenti stessi e i piccoli dettagli messi sul palco.
Parlando di dettagli, durante il live c’erano delle telecamere che registravano delle panoramiche sia del palco che del pubblico. Nuovo video in arrivo per questo orgoglio italiano?
Alcuni dei momenti più “caldi” sono stati il wall of death, ormai tradizione immancabile, a cui ha partecipato un’alta percentuale del pubblico e i vari poghi, ogni volta fomentati dalla band stessa.
Dopo aver finito con Syphilis, i Nostri escono dal palco e tornano poco dopo per un encore con In honour of reason, dal primo album Oracles e l’ormai tradizionale The Forsaking.
Nonostante qualche piccolo problema con i suoni, i Fleshgod Apocalypse si sono dimostrati nuovamente mostruosi e devastanti, ben sicuro del loro ruolo e impeccabili nelle scenografie e nella scelta delle luci. Un orgoglio nazionale da vedere e rivedere sicuramente.

SCALETTA:
1. Marche Royale
2. In Aeternum
3. Healing Through War
4. Pathfinder
5. Cold as Perfection
6. The Violation
7. Gravity
8. The Fool
9. Prologue
10. Epilogue
11. The Egoism
12. Syphilis
13. In honour of reason
14. The Forsaking

Photoreport by Irene Eva Scapin

 

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irene

Cantante fin da bambina, entrai nel mondo del metal all'età di 15 anni, grazie ad un mio amico dell'epoca. Da allora, per me è tutto un grande viaggio alla scoperta di ogni sfumatura di questo genere immenso e ricco di sorprese. La mia esperienza come recensore e reporter nasce a 16 anni, grazie a diversi progetti scolastici, per poi tuffarmi definitivamente nel mondo delle webzine a 19 anni.

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