The Monolith Deathcult

The Monolith Deathcult

I The Monolith Deathcult (generalmente abbreviati in TMDC), inizialmente attivi solo come Monolith, sono una band olandese fondata a Kampen ed inizialmente dedita ad un Brutal Death particolarmente anti religioso, per poi evolversi in un Progressive Death con elementi atmosferici ed inserti elettronici: il nucleo originario comprendeva quattro elementi, ovvero Micheil Dekker (voce e chitarra), Robin Kok (voce e basso), Martijn Moes (voce e chitarra) e Sjoerd Visch (batteria). Di questo nucleo, sono rimasti soltanto Robin e Micheil, e la line up complessiva ha subito qualche cambio durante gli anni.

2002 – 2005: La fase Brutal Death
Nel 2002 i TMDC pubblicano la prima demo Obliteration of the Despised, contenente quattro tracce (tre delle quali verranno incluse nell’album uscito successivamente): il gruppo viene notato dalla Cold Blood Industries, con la quale registrano il primo album The Apotheosis. Il sound del quartetto è abbastanza chiaro: voce profonda, riff pesanti e devastanti e assoli che sembrano delle lame chirurgiche, il tutto condito da una batteria precisa e dal basso che dona più corpo alle canzoni, anche se rimane un po’ anonimo.


Tre anni dopo, nel 2005 esce The White Crematorium, pubblicato dalla Karmageddon Media (i TMDC hanno il vizio di cambiare etichetta per ogni album), secondo lavoro del gruppo: a livello stilistico si notano già i primi cambiamenti, specie nella title-track, che presenta ritmi più lenti e qualche orchestrazione, mentre il resto dell’album risulta simile al primo lavoro, anche se sembra mancare di una qualche “cattiveria” intrinseca. Inoltre questo album verrà ristampato nel 2010 con il nome di The White Crematorium 2.0 (The Revenge of the Failed), contenente anche la prima demo del gruppo.


2008 – oggi: Dal Brutal all’atmosferico, il miglioramento e la maturazione
Trivumvirate è il terzo album del gruppo, uscito nel 2008 per la Twilight Vertrieb e presenta un cambio di direzione per il gruppo olandese. Sfruttando ciò che avevano provato a fare con la title track del precedente album, hanno quasi costruito un capolavoro, grazie anche all’aggiunta del tastierista Carsten Altena (che per i live fa le parti di chitarra): il suono cambia solo in parte, diventando una sorta di progressive death dalle tinte atmosferiche e con inserti industrial, anche se dei pezzi rimandano al periodo iniziale del gruppo, specie la voce in growl, che non è mutata ma anzi rafforza l’impatto complessivo del disco.

Il 2013, per la Season of Mist, esce il quarto album, Tetragrammaton, lavoro che consolida la strada presa con il precedente Trivmvirate, anche se in maniera meno epica e trionfale ma più schietta e simile ai primi due album del gruppo. Stavolta al posto di Martjin troviamo Ivo Hilgenkamp, mentre come ospite e narratore c’è Peter Cullen (il doppiatore di Optimus Prime nella serie televisiva anni ’80 dei Transformers, per intenderci). L’album è molto ben fatto e strutturato bene, e l’essere a tratti più crudo del precedente può piacere di più agli estimatori dei primi due lavori, accontentando anche quelli che hanno apprezzato la svolta sperimentale.

Bloodcvlts è il primo EP del gruppo olandese, uscito nel 2015 sempre per la Season of Mist (cosa rara per loro far uscire due lavori sotto la stessa etichetta): il lavoro presenta sei tracce nuove, alcune che hanno un lato più progressive al loro interno mentre altre sono più votate alla brutalità; e due tracce vecchie, di cui una remixata, mentre l’altra è la versione acustica (e in qualche modo dai toni quasi tribali) di Den Ensomme Nordens Dronning (che significa “La solitaria regina del nord”).

Nel 2017 esce Versus, quinto album del gruppo e primo rilasciato dalla Hammerheart Records, ormai ridotto ad un terzetto composto da Robin Kok (voce, basso, samples), Micheil Dekker (chitarra, voce, canti, percussioni, samples) e Carsten Altena (chitarra, percussioni, samples). Il lavoro si presenta come una versione quasi più epica di Trivmvirate, ma non riesce a colpire nel segno come quest’ultimo, anche se ha momenti molto buoni, come lo scream quasi animalesco in Seven Months of Mysticum. Oltre ai tre componenti principali, che hanno fatto come al solito una performance molto buona, stavolta sono accompagnati da Franks Schilperoort (batteria), Hal Sinden (narrazione), Yessica Otten e Sonja Schuringa (voci nella traccia 1 e 4), e da due ex membri, Ivo Hilgenkamp (chitarra nelle tracce 1, 3, 5) e Sjoerd Visch (batteria nella traccia 3).


Alessandro Saba

alessandro_saba

Penso dunque sono. Scrittore a tempo (molto) perso, avido ascoltatore di musica.

Lascia un commento:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *