Devin Townsend (Pt.3) – il ritorno con il DTP

Devin Townsend (Pt.3) – il ritorno con il DTP

Devin Townsend (Pt.3) – il ritorno con il DTP

Devin Townsend non è rimasto con le mani in tasca dopo l’uscita del suo album studio Ziltoid the Omniscient nel 2007; anche dopo aver dichiarato che non avrebbe composto più musica, eccolo ritornare con un nuovo gruppo, il Devin Townsend Project, o più semplicemente DTP. Originariamente concepito come un gruppo per pubblicare quattro album con stili e line-up diverse, è poi continuato fino ad oggi.

2008 – 2011: una fine già segnata
Il primo album della quadrilogia è Ki, uscito nel maggio 2009 e fa già capire le intenzioni di Devin: il sound varia dal morbido al pesante, come in Distruptr, Trainfire ed Heaven Send, ma ci sono anche tracce totalmente rilassanti come A Monday, Lady Helen e Coast. Come prima line-up, ad accompagnare Devin troviamo Dave Young (tastiere, piano e ambientazione), Duris Maxwell (batteria) e Jean Savoie (basso), mentre come ospiti Ché Aimee Dorval come voce (è la stessa cantante con la quale fonderà i Casualties of Cool) e Ryan Dahle come chitarra aggiuntiva in Gato.


Addicted, anch’esso uscito nel 2009, è il secondo lavoro del progetto e risulta più facilmente assimilabile dall’ascoltatore rispetto a Ki. Le sonorità dell’album sono facilmente intuibili già a partire dalle prime canzoni Addicted!, Bend it Like Bender! e Universe in a Ball!; inoltre ritroviamo una versione ri-registrata di Hyperdrive!, presente in Ziltoid the Omniscient, che presenta un momento particolare all’interno dell’album, assieme ad Ih-Ah! e alla parte finale di Awake! (vi faccio anche notare che non sto mettendo i punti esclamativi alla fine delle canzoni per sport, ma perché sono così i titoli delle tracce). Come line-up troviamo, oltre a Devin (voce, chitarra, tastiera, programmazione), Ryan van Poederooyen (batteria), Mark Cimino (chitarra), Brian Waddell (basso) e Anneke van Giersbergen (voce secondaria e principale), mentre come ospiti Dave Young (tastiere) e Susanne Richter (voce in Ih-Ah!).


Avete presente le prime due tracce di Ki? Bene. Ghost, uscito nel 2011, può fare al caso vostro. Registrato prima del finale Deconstruction (anche se rilasciato lo stesso giorno in un cofanetto contenente i due album), l’album rappresenta più di un’ora di totale relax. Come sempre, oltre a Devin (voce, chitarra, basso, sintetizzatore e banjo), troviamo anche Mike St.Jean (batteria), Dave Young (tastiera, sintetizzatore, programmazione, mandolino e armonica), Kat Epple (effetti del vento nel legno) e Katrina Natale (voce aggiuntiva).


L’ultimo pezzo è Deconstruction, uscito lo stesso giorno di Ghost nel 2011. Dei quattro lavori iniziali, questo risulta essere uno dei modi per capire al meglio Devin: oltre al fatto che è un concept album con una storia alquanto folle e bizzarra, nei 70 minuti si trovano elementi che richiamano sia il suo progetto solista, la Devin Townsend Band e anche gli Strapping Young Lad. Inoltre è il primo lavoro dove collabora con l’Orchestra Filarmonica di Praga, assieme ad altri ospiti di alto livello, come Mikael Åkerfeldt, Tommy Rogers, Floor Jansen ed altri. Una cosa particolare degli ospiti è che ci sono due batteristi: Ryan van Poederooyen (tracce 1,2,4,5) e Dirk Verbeuren (traccia 3, 5 e restanti).
Tutti e quattro gli album sono stati riproposti in quattro live speciali, ognuno registrato un giorno dopo l’altro, che sono stati racchiusi nel cofanetto By A Thread: Live in London 2011, cercando anche di riproporre la line up del disco per il live (a parte per Deconstruction, dato che le parti degli ospiti sono apparse in video già registrate).


2012 – oggi: la forza di andare avanti
Nel 2012 il gruppo torna con Epicloud: raggiunta una line up stabile con Devin alla voce, chitarra e tastiere, Dave come chitarrista e tastierista, Brian come bassista e Ryan come batterista, il quartetto recluta per questa uscita anche Anneke van Giersbergen (già presente nell’album Addicted) come voce di supporto. Chi segue Devin da tempo sa che è prono a cambi stilistici, ed Epicloud non è da meno: l’album risulta simile ad Addicted in quanto è facilmente assimilabile, e presenta anche uno degli elementi di spicco di Deconstruction, ovvero le parti corali, come nella opener Effervescent!, che sembra eseguita da un coro gospel. Le tracce dell’album sono complessivamente abbastanza corte, salvo per qualcuna che supera i cinque minuti di durata. Altro elemento di nota è il secondo disco, denominato Epiclouder, contenente demo registrate durante la stesura del disco e che racchiudono parti della quadrilogia iniziale: alcune tracce sono simili a Ki, mentre alcune sembrano uscire da Deconstruction, rendendo così il secondo disco molto diverso rispetto al primo.


esce nel 2014 ed è un doppio album, e fin qui tutto sembra normale, giusto? Bhe, più o meno: i due dischi hanno nomi specifici e sono due lavori a se stanti, infatti hanno anche due cover diverse. Il primo disco, Sky Blue, rimarca e allarga ciò che il canadese ha creato con Epicloud, anche se in questo disco sembra esserci più teatralità, dovuta anche al nuovo tastierista del gruppo, Mike St.Jean. Mentre il secondo disco… vi ricordate di Ziltoid? Certo che si, non credo che un concept strambo come quello si dimentichi facilmente. Bene, dopo ben sette anni di attesa, Devin ha rilasciato il seguito (il quale è il secondo disco dell’album), intitolato Dark Matters, che verrà eseguito per intero alla Royal Albert Hall di Londra, assieme a canzoni richieste dai fan, il tutto rilasciato come live album/DVD (intitolato Devin Townsend Presents: Ziltoid Live at Royal Albert Hall). In questo disco, al posto di Anneke (che era presente in Sky Blue come parte della line up), come cantante di supporto troviamo Dominique Lenore Persi dei Stolen Babies, che impersona la War Princess, mentre Chris Jericho è Captain Spectacular. In questo disco inoltre ritroviamo l’Orchestra Filarmonica di Praga ed altri ospiti, sia per il coro che per altri personaggi che appaiono all’interno della storia. Che sia la fine per Ziltoid questo non si sa, ma io mi terrei stretto il caffè se fossi in voi.


L’ultima opera del gruppo canadese è Transcendence, uscito nel 2016 (qui potete trovare la recensione). L’album è una sorta di ritorno ai primi lavori progressive che Devin ha creato, come Ocean Machine, Infinity e Terria, ma con un tocco più orchestrale. L’album spazia da canzoni semplici come Offer Your Light a pezzi come Higher e la title track, aggiungendo, di fatto, nulla di nuovo al catalogo Townsend, se non un album che fonde il vecchio e il nuovo lato del canadese, che in questo lavoro ha come ospiti Anneke van Giersbergen, Chè Aimee Dorval e Katrina Natale come voci addizionali.


Alessandro Saba

alessandro_saba

Penso dunque sono. Scrittore a tempo (molto) perso, avido ascoltatore di musica.

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