La prima delle molteplici incarnazioni di Devin Townsend che andrò ad approfondire è legata al suo lato più violento, schizofrenico e folle: gli Strapping Young Lad, band dedita a un thrash/death metal con qualche influenze Industrial e dal suono abbastanza riconoscibile. Oltre al folle canadese Devin, la band comprendeva anche Jed Simons come seconda chitarra, Byron Stroud al basso ed un certo Gene Hoglan alla batteria.

1994-1998: i primi lavori e poi una pausa
Gli Strapping Young Lad nascono per volontà di Devin per distaccarsi dal suo lavoro con Steve Vai, dato che al tempo era noto come “il ragazzo che aveva collaborato con Vai“, avendo collaborato con lui per l’album e il tour di Sex & Religion.
La Century Media notò il lavoro di Devin e decise quindi di stipulargli un contratto per il rilascio di album Metal estremo, e di conseguenza nacquero i SYL.
Heavy as a Really Heavy Thing è l’opera prima della follia del canadese, datata aprile 1995: l’album è il più sperimentale e strano della discografia del gruppo, ciò è dato dal fatto che al tempo delle registrazioni, Devin (che oltre alla voce ha registrato le parti di chitarra e tastiera) era l’unico membro facente parte del gruppo; nell’album infatti vi sono numerosi ospiti, anche se l’unico che figurerà nella futura line – up è Jed Simon.

City esce nel 1997 ed è considerato come uno dei capolavori del gruppo ed è il primo album ad avere tutta la line – up definitiva al completo. Le sonorità di questo lavoro sono simili e diverse allo stesso tempo rispetto al primo “esperimento” di Devin: qui tutto è molto più fluido, più controllato, in un senso, e più caotico nell’altro.
Canzoni come Detox e All Hail the New Flesh testimoniano ancora oggi la progressiva maturazione del gruppo.


2002-2007: gli ultimi spasmi di violenza
I SYL ritornano sulla scena nel 2003 con l’album omonimo: il lavoro si presenta in maniera simile al precedente City, ma con qualche tocco che rimanda a Heavy as… nel suono, anche se con meno elementi Industrial. Inoltre questo è il primo album con una massiccia presenza di ospiti, anche se quasi tutti vanno a formare l’ “Heavy Metal Choir“.
All’inizio Devin lo pensò come l’ultimo album del gruppo, ma poi rinnovò il contratto con la Century Media per altri lavori.


Alien esce nel 2005 e si presenta più simile a City rispetto al suo predecessore: le sonorità Industrial ritornano, anche se in minor quantità, ed il lavoro risulta essere più convincente e meglio elaborato. Prima dell’uscita dell’album viene rilasciato come singolo la canzone Love?, e grazie al video con riferimenti a La Casa avrà molto successo.


L’ultima fatica, The New Black, esce nel 2006: l’atmosfera in alcuni pezzi sembra più rarefatta ed artificiale, mentre in altri non si notano grandi cambiamenti stilistici rispetto ai primi lavori. Se si pensa al detto “battere il ferro finché è caldo“, penso che Devin con l’ultimo dei SYL lo abbia centrato quasi del tutto: alcuni pezzi sono buoni (personalmente i miei preferiti sono Almost Again e The New Black), però gli brani, oltre a ricalcare i fasti di City, non aggiungono nulla di nuovo.

Per le sperimentazioni, come ha fatto nei suoi vari progetti, ci sarà altro spazio.


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