TEMPLE OF LIES – From Sand

TEMPLE OF LIES – From Sand

TEMPLE OF LIES  – From Sand

TITOLO: From Sand
ARTISTA: Temple Of Lies
GENERE: Metal/Rock/Stoner-Rock/Grunge
COUNTRY: U.K.
ANNO: 2016
LABEL: Attic Records

I Temple Of Lies, sia affacciano per la prima volta sulla scena musicale nel 2010.
La band, inizia da subito ad affinare la propria abilità on the road, proponendo il suo sound brutale.
Successivamente ad alcuni cambiamenti della line-up originale, il gruppo, ora, ha raggiunto la stabilità nella sua formazione, decidendo di reinterpretare, con la nuova formazione, diverse canzoni che facevano parte del debut-albumMonumental.
From Sand, si dimostra fin da subito come un disco dal sicuro impatto, grazie a pochi ma precisi tratti dominanti: Stoner/Doom, Heavy-Rock, il ruggito del cantante del gruppo, Si Shaw’s.
Non ci sono riff o ritmi tirati a casaccio, niente trucchi, solo l’onestà del gruppo, nel pieno rispetto dello stile proposto!
A riprova di ciò, ovvero della genuinità della proposta musicale del gruppo, ci sono le testimonianze dei loro energici live-show, sia a livello musicale che visivo, dimostrando le abilità della band nell’intrattenere il pubblico, giocandosi il tutto per tutto ogni volta, confermando, ad ogni live, che sono prima di tutto una band che nel suo lavoro ci mette il cuore cuore, sempre.
Temple Of Lies, hanno recentemente aperto i concerti di bands del calibro di XII Boar, Kyrbgrinder, Stormbringer, One Machine, incrementando la propria visibilità e aprendosi la strada a diverse esperienze. L’apertura del nuovo album (rilasciato nel mese di Giugno di quest’anno) è affidata al brano Rope.
Un puro concentrato di Stoner-Rock e Speed-Metal, con inserti che riportano alla mente i fasti del movimento Grunge di inizio anni ’90, con echi di Motörhead in alcune parti vocali. Un’apertura netta e precisa, composta ed eseguita con assoluta perizia.
Sulla stessa lunghezza d’onda, la successiva Bats, nella quale, i riffs si fanno più serrati, in netto contrasto con le ritmiche, che a tratti si fanno più lente e marziali, creando un’alternanza con la carica energica su cui il brano si fonda. Crystal, terza traccia in scaletta.
Il lavoro chitarristico, ritmico e vocale, anche in questo pezzo, si mantengono ad alti livelli, tenendo viva l’attenzione dell’ascoltatore, grazie anche ad un avvincente dinamismo sonoro, che mette perfettamente in risalto le qualità tecnico-compositive della band di Leicester.
La title-track, From Sandci accoglie al varco con le sue melodie e i suoi ritmi che pescano a piene mani dal Grunge e dallo Stoner-Rock, con gustosi inserti Metal. La quinta canzone del disco, Feed The Greed, si inserisce totalmente in un contesto total-metal oriented senza spazio per incursioni Rock, Grunge o Stoner-Rock, generi ai quali la band attinge per la propria proposta musicale.
Un brano diretto e acuminato, deciso e tagliente, che avvolge e coinvolge, facendo immergere chi ascolta in un’atmosfera che riporta, nell’immediato, alla mente, l’epoca d’oro del Metal anni ’80. La corsa continua sulle note di 
Riff Machine.
L’ottima fattura del brano non sfigura minimamente rispetto ai precedenti. La band, riesce ad inanellare ottimi riffs e ritmiche perfette a cui si aggiungono linee vocali sapientemente scelte.
Un brano di gran classe, in cui il gruppo riesce a miscelare, senza creare nette distinzioni o prevaricazioni, la summa totale dei generi dai quali viene tratta ispirazione. Dai tratti quasi Nu-Metal la successiva 
Fire In The Hole. Una canzone che apre verso una chiave di lettura più ampia dello stile originario del gruppo, disegnando una spessa line di confine con le canzoni precedenti.
Con questo brano, la band riesce ad allontanarsi dalla sicura ed inespugnabile fortezza che può rappresentare uno stile unico e preciso, dimostrando di essere in grado di sperimentare con altri generi e altre sonorità, senza perdere smalto. 
Pure Alcohol, ottava traccia.
Ritmi cadenzati, riff taglienti, vocal abbassate di tono, rapide e fulminee sferzate elettriche, cambi di tempo; una serie di elementi che rendono questo brano godibile ed interessante, senza che il gruppo cada nell’auto-celebrazione di se stesso e senza riproporre un sound già sentito, nonostante lo stile e la proposta rientrino all’interno di generi e stili già ben noti. L’approccio fresco della band riesce a mantenere alto il livello d’interesse dalla prima all’ultima nota.
Echi di Motörhead, rimandi Thrash-Metal, variazioni a metà tra elementi Nu-Metal e sottili richiami Extreme-Metal, caratterizzano la trama principale di 
888. Un connubio stilistico di grande impatto, che prosegue la sua corsa anche tra le pieghe della decima traccia in scaletta: Pigbitch, dove, oltre agli elementi già citati, i Temple Of Lies, optano per un leggero inasprimento dei toni, indurendo e appesantendo le melodie, aggiungendo nuovamente elementi Grunge all’arrangiamento finale.
Chiusura affidata a MoM. Heavy-Metal puro e semplice, dal taglio moderno, ma con riffs e ritmiche saldamente ancorate al Metal anni ’80, come si era visto nella precedente Feed The Greed.
Una conclusione eccellente per un ottimo album.

VOTO: 85/100

TRACKLIST:

  1. Rope
  2. Bats
  3. Crystal
  4. From Sand
  5. Feed The Greed
  6. Riff Machine
  7. Fire In The Hole
  8. Pure Alcohol
  9. 888
  10. Pigbitch
  11. MoM

LINE-UP:

Si Shaw – Vocals
Jon Scranney – Guitar
Simon Si Ball – Bass
Alex Gamble – Drums

WEB:

https://www.facebook.com/templeoflies/
http://templeoflies.co.uk/
https://twitter.com/lies_of;

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daniele_vasco

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