SOULS OF DIOTIMA – The sorceress reveals – Atlantis

SOULS OF DIOTIMA – The sorceress reveals – Atlantis

SOULS OF DIOTIMA – The sorceress reveals – Atlantis

TITOLO: The sorceress reveals – Atlantis
BAND:
Souls Of Diotima
LABEL:
Rockshots Music
ANNO:
2016
GENERE:
Symphonic Metal/ Progressive Power Metal
COUNTRY: 
Italy

Tra le uscite italiane più interessanti dell’anno, i sardi Souls Of Diotima si presentano in prima linea con un concept album di tutto rispetto: The sorceress reveals – Atlantis.

Nota: Per motivi di spazio non potrò approfondire la trama nel dettaglio, ma posso comunque dare spazio a un breve riassunto in modo da presentarvi il filo logico del full caratterizzato dal costante binomio interludio-brano.
Secondo il mito di Platone quando gli Dei si divisero le terre e i mari, a Poseidone venne affidata Atlantide.
Poseidone si invaghì della mortale Clito, figlia di Evenor e Leucippe, da cui ebbe cinque coppie di gemelli ed al maggiore di questi venne affidata l’isola, dalla quale esso prese anche il nome Atlantide, per l’appunto.

Iniziamo subito:

-The Sorceress revesals – Atlantis.
Il full si apre in maniera curiosa: una dolce ninna nanna accompagna il primo dialogo del nostro lavoro:
Time to sleep now.”
Mummy, but I’m not sleepy yet
La storia di Atlantide viene introdotta da un dialogo tra una madre intenta ad addormentare il figlio e quest’ultimo che, a quanto pare, non ne vuole proprio sapere di dormire.

-The Land Of The Wind.
L’introduzione sinfonica ci trasporta velocemente nel mood dell’album, supportato dalla splendida voce della cantate e da uno sfondo musicale ben articolato ma leggero all’ascolto; questo è lo stile su cui si basa l’album: sinfonia a supporto della lead voice, in un intreccio completo e complesso, ma al contempo digeribile senza alcun problema.
The Land Of The Wind è decisamente il manifesto di quest’opera.

-Stories Songs and Celebrations.
Una nuova intro sinfonica lascia spazio ad un brano decisamente allegro di matrice Progressive Metal con influssi Folk e Symphonic, alternando dolci melodie a momenti ben più vivaci; la voce di Claudia Barsi, sempre efficace, lascia spazio a quella che diverrà una delle caratteristiche prime del full: l’introduzione di diversi stili di musica non metal senza perdere il senso logico musicale.
Cosa intendo? La risposta sta al minuto 3:34.

Divine Love (Interlude).
Il primo interludio si apre con una sezione puramente folkloristica, seguita subito dopo dal rumore dei passi di protagonisti di questa storia, che si allontanano dalla folla per immergersi in un momento particolarmente dolce:
Clito: “It’s so beautiful tonight, Poseidon…”
Poseidon: “You’re so beautiful, Clito”
Clito:”Poseidon… why me?”
Poseidon: “I feel inside for you in a strong way I feel for nobody else”
Clito: “I’m filled to so much love for you Poseidon”
Poseidon: “Show me”

Divine Love.
La ballad è, ovviamente, la celebrazione dell’amore tra la divinità e la sua amata mortale, in un romantico climax che culminerà, al minuto 2:51, in un assolo perfettamente contestualizzato.
Un breve intermezzo narrativo spiegherà cosa accade dopo la notte di passione tra Poseidone e Clito: egli creerà un “pacific heaven” per la sua amata e per i dieci figli avuti dal rapporto col dio dei mari, nonostante la storia d’amore tra il dio e la mortale non sarà destinata a continuare per “forze maggiori”.

Fate and Destiny (Interlude).
La nuova patria, adesso, non è più sicura: la guerra è alle porte e l’esercito di Atlantide, capeggiato da Clito, viene invitato alla battaglia: dimentichiamoci del precedente clima romantico a sfavore di uno ben più bellicoso e vivace.

Fate and Destiny.
Il brano di matrice sinfonica funge da sfondo per la strepitosa voce di Claudia, che non manca di tecnica e armonia: al terzo minuto il sacrificio di Poseidone rende l’atmosfera più tragica (e progressive); a 3:50 un altro assolo perfettamente a tema evolve la sezione musicale collegandola alla voce e concludendo il brano con un equilibrio notevole.

Gold and New Horizons (Interlude):
una sezione monostrumentale ci accompagna direttamente al relativo brano.

Gold and New Horizons.
Inizio decisamente folk per la nostra band progressive-power e la voce non tarda a monopolizzare il brano, supportata da una second voice maschile in italiano per tutta la durata della prima parte. Continue influenze e misture di generi in questa traccia, per un risultato particolarmente dinamico.

The battle of Giants (Interlude).
Altra introduzione monostrumentale.

The battle of Giants.
L’ inizio decisamente ballad-made lascerà spazio ad un mood più vivace ma ugualmente passionale: il brano percorre una linea stilistica in pieno stile Progressive Rock/Metalterminando con una sezione-solistica Power e con la voce della cantante.

Tears Of Fury (Interlude).
interludio caratterizzato da cori ed archi atto a preparare l’atmosfera per uno dei brani-cardine di questa Metal Opera.

Tears Of Fury.
A sorpresa, un cantato in growl ci catapulterà in quella che si presta ad essere una delle canzoni più vivaci dell’album: le sezioni sono relativamente omogenee e una nota di merito va al batterista che in questo brano,cambiando minimamente gli accenti e i pattern, riesce a modificare completamente il sound, passando fluidamente dal progressive al Symphonic Power.
Un assolo ben piazzato e la voce di Claudia chiuderanno il tutto con equilibrio.
Un’altra speciale menzione va alle tastiere: poche volte mi è capitato di sentire uno “sfondo musicale” così ben fatto.

Zeus Unleashed (Interlude).
 Curiosi elementi di musica elettronica caratterizzeranno l’interludio.

Zeus Unleashed.
Una sezione piano-leaded molto eterogenea si ricollega ad una sinfonica caratterizzata da un cantato quasi scherzoso che si alternerà a parti ben più serie e timbriche quasi dubstep perfettamente in tema con la composizione.
Conclusione progressive decisamente variegata.

Atlas Condemned/Interlude: un mood misterioso lascia subito spazio a una delle canzoni più singolari dell full: credo sia la prima volta che sento uno stile cantato simil-rap applicato al symphonic o progressive power.
Questa sezione si ripeterà due volte in alternanza ad alcune strofe decisamente più prevedibile, sino a portare a quello che probabilmente è l’assolo migliore di questa metal opera. Il brano si conclude col messaggio della morte di Atlantide.

Our Atlantis/Interlude.
Le influenze folk non sono mai mancate durante l’evoluzione della storia, ma in questo brano predominano: probabilmente il modo più genuino di manifestare speranza dopo la perdita di quello che per tutto il full è stato l’emblema ispiratore della storia.
Il brano tuttavia è dinamico e si sposta verso sonorità più Progressive, accompagnate sempre dalla voce della nostra Claudia, che apparirà sempre più adatta al contesto man mano che andremo verso la fine di questa intensa e ben strutturata composizione.

The Sorceress Reveals – Atlantis (Prologue):
L’ultimo brano, pensato per pianoforte e archi, vedrà la conclusione del dialogo iniziale madre-figlio.
Atlantide è definitivamente sparita, ricoperta dal mare, protagonista della leggenda che noi tutti conosciamo.
M:”Are you still awake?”
F:”Yes mummy! Can we have a go to Atlantis?”
M:”Close your eyes and rest… and the next adventure of Atlantis will come in your dreams.

Conclusioni: Un album completo dove tutto è al posto giusto e dove le menti dei musicisti hanno condensato ergonomicamente le loro idee. Sono emerse alcune pecche. La voce della cantante è usata in maniera “intensa” diverse volte, tralasciando quelle sfumature che potrebbero essere piacevolmente colte con un “volume” più basso.
La seconda pecca è riscontrabile in alcune dizioni sopratutto nella voce di Poseidone che a differenza della dizione impeccabile di Claudia, Poseidone lascia un po’ a desiderare. Infine vi sono alcune “informalità” scritte, ad esempio quelle di Poseidone od altre specifiche durante l’ascolto, le quali non sono piacevoli da sentire e rendono l’ascolto difficoltoso, rovinando in parte una storia ben costruita.

VOTO: 93/100

LINE UP:
Claudia Barsi – Lead Vocals
Giorgio Pinna – Drums
Gianmaria Puledda – Guitars
Antonio Doro – Bass ~ Vocals
Antonio Fiori – Guitar

Facebook:
https://www.facebook.com/soulsofdiotima/

Ivo

ivano

Mi occupo da anni di recensioni e interviste (anche bilingue) in ambito Metal. Recensisco su Metal Winds solo previo invio del disco fisico in questione. Polistrumentista per Vereor Nox, Padulo, Breethoven e Social Media Manager per i Liquid Fear.

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