ROME IN MONOCHROME – Karma Anubis

ROME IN MONOCHROME – Karma Anubis

ROME IN MONOCHROME – Karma Anubis

TITLE: Karma Anubis
BAND: Rome In Monochrome
YEAR: 2015
LABEL: Wintersleep Records
GENERE: Doom/ Darkgaze/ Post-Rock
COUNTRY: Italia

Una nera perla di triste melanconia che ci accompagna dolcemente per lungo tempo. Piccola, ma preziosa.
Questo è Karma Anubis, EP dei Rome In Monochrome.
L’EP in questione è molto breve, dalla durata di poco superiore ai quattordici minuti durante i quali avremo uno degli ascolti più intensi che è possibile desiderare. Tutto quello che i Rome In Monochrome volevano dire l’hanno concentrato in così poco tempo riuscendo a creare un lavoro che rasenta la perfezione.

L’album si apre con un pianoforte che ci introduce al riff della prima traccia che dà il nome al disco. Questa è un elegantissimo susseguirsi si malinconia e tristezza portato avanti da una pesante chitarra dai riff taglienti o talvolta dal suono che tanto si avvicina a quello strano rumore del Drone e il tutto affiancato in maniera costante dal bellissimo pianoforte che ci accompagna durante tutto il brano, a volte in secondo piano, altre in risalto esplodendo in tutta la sua bellezza ed eleganza. Il dolore e quella tristezza così dolce che trasmette da subito questa band sembrano nello stesso tempo lontani ma costantemente in contatto da quella disperazione assoluta delle band Doom più cattive.
Il secondo brano, Spheres, è contrastante essendo allo stesso tempo il meno bello, ma anche il migliore di tutto l’EP. L’inizio non sarà infatti troppo gradevole, ma questo subirà un leggero cambiamento e subito diventa amore: qui la band sperimenta ulteriormente scostandosi molto dal precedente Karma Anubis e arrivando in punti nei quali si richiama addirittura Pichedelia.
Spheres, col suo finale che continua a girare in loop nella nostra mente, lascia il posto a Endmusic. Questa sarà una strumentale di pochi minuti che fungerà da outro, con uno stile che sembra essere una via di mezzo fra i due brani precedenti: questa sarà suonata alla perfezione come tutto l’album.

Con questo disco si capisce il loro autodefinirsi Doom Etereo.
Karma Anubis crea dipendenza e una vera e propria pecca, se proprio vogliamo trovarne una, è che sembra mozzato sul più bello. Sembra l’inizio di un grande capolavoro perfetto in quasi tutti i suoi aspetti; però solo l’inizio, senza un continuo. Avremo l’amaro in bocca, la sensazione di aver ascoltato troppo poco e il desiderio di ascoltare ancora molto altro.
Qui c’è praticamente tutto quel che può piacere ad un amante della musica “malinconica”. Ci sono richiami al Gothic, al Doom, al Post-Rock, atmosfere da far venire la pelle d’oca ed ancora altro. Non resta che inchinarsi e fare un applauso.

Voto: 80/100

Tracklist:

  1. Karma Anubis
  2. Spheres
  3. Endmusic

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jonathan

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