REDWEST – Crimson Renegade

REDWEST – Crimson Renegade

REDWEST – Crimson Renegade

TITOLO: Crimson Renegade
BAND: Redwest
ANNO: 2016
LABEL: Bakerteam Records
GENERE: Heavy Metal/Country
COUNTRY: Italia

Dall’Italia arrivano i Redwest, band che in questo album uniscono un sound tipicamente heavy metal alle sonorità country tipiche degli states, andando quindi ad addentrarsi su uno stile che oggigiorno non è abusato e la band lo riesce rielaborare in maniera personale.
Il disco fin dall’opener si presenta con un sound vivace, alternando a dei riff poderosi a parti più armoniche ed atmosferiche.
Il brano si mantiene su sonorità rocciose ma allo stesso tempo melodiche, con alcune parti ammiccanti ed un’assolo melodico di chitarra semplice ma allo stesso indovinato: un ritornello melodico fa il resto stampandosi subito in testa, dandoci un buon antipasto e facendoci entrare nel vivo del disco.
E dopo la piacevole Crimson Renegade si passa alla successiva C.F.H. (Cowboys From Hell) e qui il sound si fa subito più poderoso ed energetico, accogliendoci successivamente con il ritornello. Abbiamo dei possenti riffs di chitarra che accompagnano il cantante che è graziato da un tono decisamente melodico ma che non risulta eccessivamente mieloso e stucchevole: in tutto questo c’è un sottofondo atmosferico che grazie alle melodie ed alle scelte stilistiche ci danno un affresco affascinante e che riesce senza problemi a trasportare l’ascoltatore su lidi western.
La terza traccia si intitola The Ballad Of Eddie W che apre le danze con un’intro acustico atmosferica, in salsa country:
la band lo fa con stile e quando il sound si irrobustisce non perde un’oncia della qualità e anzi l’atmosfera ne rimane perfettamente intatta. Brano leggermente più articolato dei precedenti che vede il cantante donare una delle sue migliori prestazioni nel disco preso in esame: sono cinque minuti abbondanti emozionanti quelli che ci ha donato la band.
Morning Ghost invece parte con la voce decisamente melodica della cantante (definita come nome d’arte “la straniera)
che insieme al tappetto delicato formato da una chitarra e un violino danno un affresco decisamente affascinante che purtroppo dura un solo minuto.
Fire è un altro pezzo atmosferico, su questo punto contribuisce anche l’introduzione, classica nell’ambito “western”, ma di grande effetto. Brano semplice ma comunque riuscito e nella sua semplicità riesce ad essere uno degli episodi più riusciti del lavoro: un assolo ben integrato nel tessuto sonoro non fa altro che aggiungere ulteriori punti al tutto. Siamo di fronte ad un sound che dosa con attenzione la componente metal e quella melodica/atmosferica del country e questo potrebbe essere uno dei principali cavalli di battaglia del gruppo.
Bullet Rain risulta un pezzo più vivace che mantiene la sua anima country ma risulta essere uno dei pezzi più rockeggianti del lotto:
un pezzo in sé piacevole che risulta essere tra i peggiori di Crimson Renegade, che con l’andare degli ascolti perde di longevità ed interesse vista la sua natura un po’ troppo sempliciotta.
Eternity: si fa notare per le melodie oltre per la solita buona prestazione del cantante che sa interpretare in maniera maestrale.
Le tastiere, qui, sono usate in maniera decisamente furba facendole introdurre un piccolo assolo di chitarra: alla fine un piano dolce e tenue con il cantante nella sua veste più introspettiva fanno andare il pezzo alla sua conclusione, risollevandoci dalla piccola delusione precedente.
La settima canzone si intitola The Dreamcatcher: e ci troviamo dinanzi ad uno dei pezzi più melodici del lotto, anche qui la proposta si mantiene su lidi semplici ma efficaci: cori molto atmosferici e le chitarre danno quella marcia in più al pezzo.
Vista la proposta decisamente melodica non stupisce che siamo di fronte ad uno degli episodi più atmosferici e dopo questi toni un po’ dismessi si giunge alla cover di A Fistful Of Dollars rifatta in modo decisamente personale dai nostri: ottimo l’uso dello scacciapensieri, prestazione maiuscola del cantante e ritmiche che accompagnano nel miglior modo gli ispirati (ed energici) riffs di chitarra per poi sfociare in un’assolo decisamente convincente.
Golden Sands invece si presenta come un pezzo acustico, pervaso da un certo folklore tipico del nuovo mondo (d’altronde il country cos’è se non folk americano?). Il pezzo si fa notare per la cantante che qui si prende più spazio: il violino dai toni dolci e gentili quando interviene ci dà tanto, accompagnando molto bene le chitarre e arricchendo la componente melodica con un prezioso elemento in più.
E spetta alla conclusiva Poker concludere l’album dei nostrani Redwest e scelgono di farlo con un altro pezzo straripante di country: abbiamo un pezzo più vivace del precedente, che con una song dai toni gioiosi e festosi chiude in bellezza il tutto.
La copertina non a caso visto il nome della band è tendente al rosso e danno all’ascoltatore uno scenario tetro e minaccioso con toni vagamente steampunk.
La registrazione si assesta su dei livelli piuttosto buoni, valorizzando il sound, sia nelle parti più rocciose sia in quelle più melodiche ed atmosferiche e queste ultime ne beneficiano molto visto che sanno emozionare durante le parti migliori del disco.
Un piccolo rammarico può essere dettato dal fatto che certi elementi come lo scacciapensieri, il violino, i fiati e la voce femminile avrebbero meritato un uso un po’ più amplio, permettendo così uno sviluppo più approfondito della componente country e avrebbe reso il tutto più atmosferico: non è un disco fatto per gli amanti del metal classico, ma se volete qualcosa che vi porti in chiave metal melodie ed atmosfere dei migliori film di Sergio Leone, beh qui avrete un piccolo angolo di paradiso, e pertanto se fate parte di queste persone aggiungete una decina di punti alla valutazione che vedete in calce; per tutti gli altri se apprezzate sonorità semplici ma allo stesso tempo atmosferiche questo è sicuramente un lavoro che potrebbe interessarvi, soprattutto se avete un debole per la musica country, mentre se siete alla ricerca di sonorità più tecniche, complesse o avanguardistiche, potete rivolgere la vostra attenzione su altro.
Insomma da quanto avete potuto leggere abbiamo tra le mani un disco di qualità, che emoziona e diverte, ma non arriva a livelli di eccellenza per qualche ingenuità e per qualche neo che però non compromettono la godibilità del disco ed anzi questo potrebbe essere un’importante tassello per una carriera ricca di soddisfazione per la band, in attesa di un nuovo disco godiamoci questo lavoro.

Voto:75/100

Tracklist:
01. Crimson Renegade
02. C.F.H.
03. The Ballad Of Eddie W
04. Morning Ghost
05. Fire
06. Bullet Rain
07. Eternity
08. The Dreamcatcher
09. A Fistful Of Dollars
10. Golden Sands
11. Poker

LineUp:
IL Lurido – Vocals & Harmonica
La Straniera – Backing Vocals
IL Randagio – Guitars
IL Losco – Bass

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Sebastiano Dall'Armellina

sebastiano