NORDWITCH – Mork Profeti

NORDWITCH – Mork Profeti

NORDWITCH – Mork Profeti

TITOLO: Mork Profeti
ARTISTA:
 Nordwitch
GENERE: Blackened Death Metal
ANNO: 2016
PAESE:
 Ucraina
ETICHETTA:
 Satanath Records

E’ risaputo: il Blackened Death Metal è sinonimo di estrema ferocia, cattiveria, malvagità pura ed insomma niente di accostabile a qualcosa di buono o minimamente rilassante. Qualcuno potrebbe pensare, quindi, che questo sia il genere perfetto: violenza costante, energia, testi a dir poco sconvolgenti. Eppure no, c’è un fattore che trasforma una grossa percentuale di questo genere in noia. Sono infatti poche le band che riescono ad essere sempre varie e che riescono sempre ad inventarsi qualcosa di nuovo così da non risultare ripetitive e/o noiose (e non mi riferisco nel corso di una discografia, ma all’interno di un solo disco. Immaginate come può essere ripetitiva un’intera discografia fatta con poca fantasia).
Quindi si capisce che oggi, dove i nomi grossi in questo campo sono pochi e ben definiti, è difficile emergere e che quindi una band che decida di suonare Blackened Death deve avere grosse idee. I Nordwitch, in questo esordio, le hanno avute?

L’album si apre con una delle migliori intro ascoltabili negli ultimi tempi nonché forse punto più alto dell’album, la title track Mork Profeti, lunga ed articolata. Melodica e potente che riuscirà a prendere l’ascoltatore sin da subito e sarà eseguita alla perfezione.
Purtroppo la risposta alla domanda iniziale, come s’intuisce già dal brano seguente, è “no”. I Nordwitch non hanno avuto chissà quali grosse idee che li elevino dalla piattezza generale del Blackened Death portandoli, magari, nei grandi nomi (che grandi son diventati proprio grazie alle loro sperimentazioni ai margini del genere, riuscendo ad inserire elementi non appartenenti al Blackened Death nei loro album, non rimanendo chiusi mai negli schemi classici della musica).
Il disco, nel complesso, risulta tutto uguale. I brani sono tutti quanti belli, sia chiaro. Si lasciano ascoltare con piacere senza alcun problema; ascoltare l’album svariate volte non sarà mai qualcosa di sgradevole, anzi sarà un ottimo sottofondo. Il vero problema è che sembra non poter essere nulla di più che un sottofondo.
Sono pochi i punti veramente originali e creativi, spesso ci ritroveremo a muoverci nei soliti cliché che, per chi campa a Blackened Death sono oro, ma per chi vuole variare peseranno tantissimo e daranno subito noia.
Dal lato tecnico non c’è nulla da dire: le chitarre sono bellissime, cattive e melodiche quando devono esserlo. In grado della più malvagia furia Black quando serve o della più feroce pesantezza Death. La batteria svolge il suo compito con una potenza inaudita, distruggendo inarrestabile tutto ciò che si trova dinnanzi a sé; infine la voce di Masha è qualcosa di allucinante. Sono poche le voci così, ancor meno fra donne e lei la sfrutta bene.
Nonostante tutto dal disco un brano si eleva e si distingue dagli altri per essere non un passo avanti, ma almeno venti. Lady Evil è il brano capolavoro di questo disco, talmente superiore al resto che non sembra appartenervi. Mentre fra tutti gli altri brani si trovano alcuni momenti molto belli qui sarà tutta una costante sorpresa da godere dall’inizio alla fine e forse solo questo brano dona da solo un valore aggiunto alla produzione intera.

Insomma i Nordwitch hanno fatto un disco che seppur si lascia ascoltare con piacere non s’eleva, anzi sembra esser preso a caso dalla massa di tante band underground più o meno uguali con non troppo da dire.  Eppure ci sono delle luci di speranza in questo disco e quindi noi non possiamo che voler aspettare al secondo album così per sperare che la band abbia fatto quel passo decisivo, allontanandosi dai rigidi canoni fin troppo piatti di un genere che da solo non dice quasi niente e comincino ad arricchirsi esprimendo in musica tutto ciò che hanno da dire con maggior libertà.

Voto: 70/100

Tracklist:

  1. Mork Profeti
  2. Dominion
  3. Walker From The Shade
  4. Lady Evil
  5. The Call To An Ancient Evil
  6. To Nord Gods
  7. No Regret
  8. Messiah Of Death

Line Up:

  • Masha – Voce
  • Max – Chitarra solista
  • Leo – Chitarra ritmica
  • Max Senchilo -Basso
  • Eugene Hrulev – Batteria

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jonathan

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