MISTEYES – Creeping Time

MISTEYES – Creeping Time

MISTEYES – Creeping Time

TITOLO: Creeping Time
ARTISTA: Misteyes
COUNTRY: Italia
GENERE: Light and Dark Metal
ANNO: 2016
LABEL: Maple Metal Records

 

Il cammino dei Misteyes comincia nel 2012 con una formazione a cinque membri, con la quale, l’anno successivo, viene rilasciato il singolo Brains In A Vat, dal sound ancora grezzo tipicamente death/black melodico.
Nel 2014, il sound del gruppo inizia una profonda evoluzione, da cui nasce l’esigenza di coinvolgere anche una voce femminile e un tastierista nel progetto. Con questa nuova line-up a sette membri, i Misteyes, rilasciano la demo del brano Lady Loneliness, un’anteprima di quelli che saranno i lavori futuri.
Nel 2015, l’evoluzione compositiva, raggiunge un punto fermo dove guadagnata la giusta alchimia e il giusto equilibrio, la band, dopo aver sottoscritto un contratto di management, booking e promotion con la Ronin Agency, pubblica il suo primo full-lenght: Creeping Time, uscito sotto l’etichetta canadese Maple Metal Records.
Un tenerissimo vagito, seguito da un’oscura melodia e ad arrangiamenti sinfonici da colonna sonora, con echi horror da pelle d’oca, sono gli elementi che ci accolgono al varco con l’intro The Last Knell, mentre l’autentica carica espressiva del gruppo al completo si manifesta a partire dalla successiva Creeping Time, title-track del disco. In un connubio di clean-vocals di chiara matrice operistica (molto calibrate e di alto livello) e screams e growls, il gruppo apre ufficialmente le danze, dimostrando subito un’alta preparazione tecnica, sia strumentale che vocale e grandi capacità di songwrting, ripercorrendo sì le tracce di un genere ben noto nel panorama metal, ma infondendogli espressività e una certa dose di teatralità, oltre a quella sana dose di cattiveria death/black che non stona affatto e da al tutto più corposità.
Il primo singolo rilasciato dalla band ad inizio carriera, Brains In A Vat, ci attende al terzo posto in scaletta, rivelando perfettamente quale fosse il percorso che il combo torinese aveva deciso di intraprendere, arricchendo il sound istintivo e grezzo, senza tastiere,
degli esordi. Growl e scream, ritmiche frenetiche e riffs ferruginosi, dominano la scena in questa Brains In A Vat, raggiunti solo in alcuni frangenti da voci pulite e recitate (grazie alle spoken-vocals di Mattia Casabona degli Aspasia prima guest di questo album) con lievi aperture melodiche di tastiere e synths.
La successiva Inside The Golden Age, in partenza, smorza leggermente i toni, introducendo il brano con melodie di synths, dal gusto new age, soft e ritmico, al quale si aggiungo vocals liriche e fulminee sfuriate growl, in un susseguirsi di cambi di tempo, dall’extreme metal puro e semplice, al symphonic-metal, in un crescendo orchestrale godibile e coinvolgente, dove si scambiano la scena ritmiche rockeggianti e cadenzate con l’energia e l’impatto degli stili appena citati.
Anche il secondo singolo presentato dalla band trova posto nella tracklist di Creeping Time. Alla quinta posizione, veniamo accolti dalle soavi melodie di Lady Loneliness. Tastiere e sognanti voci pulite caratterizzano la prima parte di questo pezzo. Ma il momento di quiete non è fatto per durare, nella seconda parte di Lady Loneliness, i Misteyes, danno nuovamente sfogo a tutta la loro aggressività e potenza sinfonica, liberando un crescendo di emozioni diverse in chi ascolta, avvolgendolo nelle spire della loro musica.
Cattiveria diretta quanto un pugno in faccia e ritmi incalzanti, danno il La per The Prey e l’ascoltatore si prepara al giro di boa dell’album (dodici le tracce totali). Una traccia che per la sua durata (sette minuti), permette alla band di snoccialare altre peculiarità della sua impronta stilistica, si evince infatti, un’alta abilità nel creare sempre nuove atmosfere ad ogni canzone, senza che il gruppo si fossilizzi su un solo genere. Gli stilemi Death/Black-melodici, ampliati con voce femminile e tastiere, è un’ottima fucina per dar vita a ottime canzoni, come questa The Prey, dimostra di essere. Un’altalena di sinfonie orchestrali e aggressività strumentale, tra growl e vocalizzi lirici.
Connotati che costituiscono la struttura anche di Destroy Your Past. Pigiando l’acceleratore, il gruppo, ci regala un elevato momento musicale e canoro. Una canzone asciutta, immediata e senza orpelli decorativi stucchevoli e inutili. Interessante la chiusura semi-acustica con echi rock-melodici che accompagna verso la cavalcata finale.
The Demon Of Fear, ottava traccia in cui troviamo il contributo della seconda guest dell’album, Roberto Pasolini degli Embyro, in veste di seconda voce growl e scream in aggiunta alle vocals death/black di Edoardo “Irmin” Iacono e a quelle pulite e operistiche di Denise “Ainwen” Manzi mentre la band tesse trame sonore da manuale, miscelando abilmente tutte le possibili influenze che il gruppo può avere. Non è difficile scorgere lievi riamandi a giganti del genere come Epica o Cradle of Filth piuttosto che After Forever. Il tutto però proposto seconda un’ottica personale.
Ciò che ci aspetta ora è una accoppiata di canzoni immediatamente inseribili in una unica piece musicale: A Fragile Blance (Awake The Beast – Part 1) e Chaos (Awake The Beast – Part 2). Proposte come le due parti di una comune colonna sonora, i due pezzi presentano moltissime caratteristiche cinematografiche, dove atmosfere sublimi, melodie pregne di suspense, voci evocative, vengono incorporate in un’esplosione di riffs taglienti e ritmiche martellanti, mentre le vocals pulite della prima parte, che potremmo catalogare come introduzione, vengono pacatamente sostituite da growls e screams, con controcanti della stessa fattura (ad opera di Mattia Casabona e Edoardo “Irmin” Iacono). Due brani nettamente diversi, sia per composizione che per esecuzione, due facce della stessa medaglia, la perfetta continuazione uno dell’altro, dove i Misteyes dimostrano ancor di più la loro stoffa.
Ci avviciniamo al gran finale con gli ultimi due brani.
Introdotta da un’intro di basso, alternata ad aperture sinfoniche dal piglio oscuro, Decapited Rose, raccoglie le forze per lanciare la band attraverso una canzone sfaccettata e accattivante, intrisa di diversi elementi stilistici sia metal che sinfonici, senza virtuosismi o infiorettature, a cui si aggiunge il supporto di Björn “Speed” Strid dei Soilwork, come add-vocals clean e scream.
Winter’s Judgement. Il violino di Nicole Ansperger degli Eluveitie, insieme alle orchestrazioni di Gabriele “Hyde” Gilodi (tastierista del gruppo), disegnano l’ambientazione su cui l’intero brano affonda le sue radici, mentre si snoda attraverso territori che rievocano sia King Diamond (in una veste ancor più oscura) sia i già citati Cradle of Filth, anche se, questo pezzo conclusivo, si dimostra un tono sotto a tutti gli altri, in alcuni frangenti risulta ripetitivo e scarno nelle idee, con il rischio di compromettere il risultato finale, riprendendosi però nella seconda parte, quando la band sperimenta di più all’interno del genere, aggiungendo più elementi sia metal che sinfonici, creando più aperture e più chiavi di lettura al suo sound.

VOTO: 85/100

TRACKLIST:

1. The Last Knell (Intro)
2. Creeping Time
3. Brains In A Vat
4. Inside The Golden Cage
5. Lady Loneliness
6. The Prey
7. Destroy Your Past
8. The Demon Of Fear
9. A Fragile Balance (Awake The Beast – Part 1)
10. Chaos (Awake The Beast – Part 2)
11. Decapitated Rose
12. Winter’s Judgment

LINE-UP:

Edoardo “Irmin” Iacono (Voci Growl e Scream)
Denise “Ainwen” Manzi (Voci Clean e Liriche)
Daniele “Insanus” Poveromo (Chitarre)
Riccardo “Decadence” Tremaioni (Chitarre)
Gabriele “Hyde” Gilodi (Pianoforte, Synth e Orchestrazioni)
Andrea “Hephaestus” Gammeri (Basso e Basso Fretless)
Federico “Krieger” Tremaioni (Batteria)

Guest musicians:
Björn “Speed” Strid (Voci Scream e Clean aggiuntive nella traccia #11)
Nicole Ansperger (Violino nella traccia #12)
Roberto Pasolini (Voci Growl e Scream aggiuntive nella traccia #8)
Mattia Casabona (Voci Parlate nella traccia #3, voci Clean aggiuntive nella traccia #9 e voci Growl e Scream aggiuntive nella traccia #10)

WEB:

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