MAIEUTICA – R.E.S.

MAIEUTICA – R.E.S.

MAIEUTICA – R.E.S.

TITOLO: R.E.S.
BAND: Maieutica
ANNO: 2016
LABEL: autoprodotto
GENERE: Progressive Rock
COUNTRY: Italia

É possibile diventare immortali? Fisicamente parlando, bisognerebbe trovare un modo per fermare l’invecchiamento cellulare ad una determinata età, dato che man mano che il tempo avanza, il corpo procede verso uno stato di decadimento. Allora come fare? Forse l’immortalità può essere raggiunta tramite un qualcosa di diverso, come l’arte: un esempio ne sono gli scultori e pittori del passato, che riescono a mantenere vivo il loro ricordo attraverso le loro opere di centinaia di anni fa, ma anche nel campo musicale si può dire la stessa cosa. E i Maieutica ce ne forniscono un esempio tramite il loro ultimo album R.E.S. (che sta per Risonanze, Echi, Suggestioni ma che significa anche cosa in latino), lavoro che amalgama il progressive rock a sfumature oscure e pesanti.
L’album inizia in maniera atipica, poiché all’inizio troviamo la parte finale della suite di tre parti Sahara, introdotta dalla batteria di Mirco Zilio e dal basso di Luca Serasin, che verranno raggiunti dalle chitarre di Riccardo Zago e Matteo Brigo e dalla calda voce di Thomas Sturaro. La terza parte della suite è ben ritmata e potente, e scorre veloce.
Segue Sidawa, traccia dedicata a Thomas Sankara (leader africano ucciso durante un colpo di stato il 15 ottobre 1987), con un testo abbastanza duro, cosa resa più udibile dall’utilizzo della lingua italiana per le liriche.
La seconda parte di Sahara fa da intermezzo strumentale tra Sesamo e Spezie, che sono adattamenti di due poesie di Renzo Cremona: la prima è una ballad che passa tra fasi rilassanti a parti più concitate, dove Thomas fa buon utilizzo delle sue doti canore passando da fasi soffuse e delicate a versi rabbiosi e pieni di potenza, cosa che verrà messa ancora più in risalto nella canzone Anche Per Quando Non Ci Cercheremo Più. Spezie che, come suggerisce il nome, ha un “sapore” molto orientale già dall’intro, che introduce una canzone dalle tinte scure con la batteria in primo piano che sembra quasi cullare l’ascoltatore con il suo andare tribale.
Anche … è una traccia dura, dal testo molto profondo, che va a scavare tra il confine dell’amore e dell’odio, con una base che riesce ad esprimere al meglio questo concetto, specie per l’assolo prima della fine che viene urlata da Thomas il quale in questo caso sembra un vecchio mago che sta maledicendo un povero sventurato (l’ascoltatore).
Estasi ed Orrore parte in un modo ritmato che verrà ripreso più in avanti in varie parti del brano e passa tra momenti oscuri, soffusi e introspettivi a tratti rabbiosi e incalzanti.
Per finire troviamo Primo Contatto, la prima parte di Sahara e Maelstorm: la prima è una ballad che verso la seconda metà si trasforma in pezzo rock dalle tinte tristi, quasi decadenti e che portano ad un finale con una grande carica emotiva; l’ultima parte della suite Sahara presenta parti dai tratti folk che si mescolano con il rock e un’atmosfera quasi straniante. L’ultima traccia è la summa di tutto l’album, con tratti quasi pirateschi che fanno evincere al meglio il concept dell’album, ossia un viaggio alla scoperta dell’infinito.
Album di sicuro non facile da assimilare, ma che riesce ad essere d’impatto soprattutto per l’utilizzo della lingua italiana dei testi, eseguiti in maniera magistrale da Thomas, che si dimostra in più occasioni un cantante molto ben dotato, specie nelle parti più dure, e dal resto della band che si rivela molto coesa e capace.

Voto: 80 /100

Tracklist:
01. Sahara pt. 3
02. Sidawa
03. Sesamo
04. Sahara pt.2
05. Spezie
06. Anche Per Quando Non Ci Cercheremo Più
07. Estasi ed Orrore
08. Primo Contatto
09. Sahara pt.1
10. Maelstorm

Alessandro Saba

alessandro_saba

Penso dunque sono. Scrittore a tempo (molto) perso, avido ascoltatore di musica.

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