HELLEBORUS – The Carnal Sabbath

HELLEBORUS – The Carnal Sabbath

HELLEBORUS – The Carnal Sabbath

TITOLO: The Carnal Sabbath
ARTISTA: Helleborus
GENERE: Black-Metal
ANNO: 2016
PAESE: 
U.S.A.
ETICHETTA: 
Satanath (Russia) / Black Plague (U.S.A.)

Concepito nel grembo degli Execration, band Brutal/Death-Metal originaria di Colorado Springs (Colorado, U.S.A.), gli Helleborus sono la nuova creatura dei fratelli Jerred e Wyatt Houseman. Come l’enigmatico e mortale fiore d’inverno da cui il progetto prende il nome, Helleborus, spinge l’esplorazione in campo Black-Metal, dal sound più tradizionale in un territorio inesplorato, nella dualità sensuale e mistica. Sulla base della loro esperienza professionale con gli Execration e la loro personale collaborazione nel progetto Akhenaten, i fratelli Houseman hanno via via cercato un espressione più profonda del loro stile musicale, creando un mix sonoro con il quale riescono a connettersi con il loro pubblico attraverso un’unione degli opposti. 

Apertura affidata all’omonima Helleborus Black, titolo contenente sia il nome del duo che il background principale del progetto. Una canzone che inizia con un’atmosfera che unisce psichedelia e suoni che sembrano provenire dallo spazio profondo con il solido Black-Metal creato dal poli-strumentista Jerred Houseman, il quale si occupa di dar vita a tutti gli arrangiamenti delle canzoni, inanellando una serie di riffs granitici e distorti, assoli lancinanti e ritmiche fulminee, mentre le linee vocali ipnotiche e rabbiose di Wyatt Houseman, infondono al pezzo la giusta dose di cattiveria e oscurità. Apertura perfetta che mette subito in luce l’ottimo potenziale dei Nostri.
Coils. Seconda canzone. Viene seguito lo stesso percorso, presentando sempre un’intro atmosferica che in pochi secondi sfocia in un brano veloce ed incisivo che, in questo caso, viene arricchito con una particolare ricerca della melodia che caratterizza sia le ritmiche il guitar-working, portando il pezzo verso un connubio tra Black-Metal e Death-Metal, decisamente intrigante e convincente. Una traccia particolare dal punto di vista dell’arrangiamento, che con l’unione delle vocals, mantenute al giusto di livello di oscurità e aggressività, rendono il tutto ancor più interessante.
Si prosegue con Edge Of Black Waters. Partenza senza preamboli, diretta, affilata e precisa come la lama di un rasoio. Una traccia che, nonostante la produzione pulita e curata (sempre ad opera di Jerred Houseman), riporta alla mente gli anni d’oro del Movimento Black-Metal europeo, norreno e scandinavo, al quale il duo infonde la sua personale concezione del genere, la sua ricerca dei suoni, il suo approccio fresco e attuale, miscelando riff granitici a ritmi marziali e atmosfere melodiche e avvolgenti, con assoli più melodici rispetto all’impronta globale del pezzo.
Ad attenderci al varco, dopo il trittico iniziale, troviamo Colored Spores of Yuggoth (un chiaro rimando a Iukkoth, un pianeta immaginario del Ciclo di Cthulhu, capolavoro della letteratura gotica, partorito dalla mente di H.P. Lovercraft).
Un secondo pezzo immediato e diretto che miete vittime al suo passaggio, dimostrandosi subito fortemente sulfureo, tetro, agghiacciante, ipnotico e tagliente. Un brano in perfetto stile Black, con un’impronta atmosferica interessante.
Draconian Discipline, quinta traccia in scaletta. I Nostri proseguono a testa alta sul percorso già intrapreso nelle tracce precedenti, in special modo, sulla strada delineata da Edge Of Black Waters dando vita ad un secondo brano pregno dell’atmosfera tipica del Black-Metal di fine anni ’80 e dei primi anni ’90. Un mix esplosivo di riff laceranti, vocal infernali e ritmiche distruttive, unite ad un’attenta ricerca del suono.
La corsa prosegue inesorabile e senza fare prigionieri con The Poison of Sleep. Pezzo introdotto da un arrangiamento semi-acustico che sfocia immediatamente in una miscela, decisamente riuscita, tra Black, Death, echi Atmospheric-Black e rimandi alla musica lisergica e psichedelica, percepibili nel sottofondo del sound globale di questa canzone. Un brano interessante che riprende le gesta del combo di canzoni iniziale (Helleborus BlackCoils).
Temple of Seventh Death, settima canzone dell’album. I Nostri, puntano su un suono più cadenzato, incattivito dalle sole linee vocali, mentre chitarre e ritmica si mantengono su uno stile più soft, sfociando in ambienti più rockeggianti e apparendo quasi più sperimentale rispetto ai precedenti. Pezzo particolare che necessita più di un ascolto per essere compreso e non risultare fuori posto rispetto ai precedenti.
A Gift of Renewal, si mantiene sullo stesso piano, dando vita ad un secondo elemento sperimentale nel suono e nella concezione che i fratelli Houseman, come lo stesso Wyatt sostiene: “Abbiamo sempre avuto una visione preciso per il tipo di progetto che vuole essere Helleborus all’interno del panorama Black. Volevamo esplorare e fornire una visione più scura e ancor più romantica del Black-Metal. C’è un lato sconosciuto nel Metal che è mascolino e potente, ma sensuale e rispettoso; un caos controllato.”.
Parole che oltre che definire il concept alla base di questo nuovo progetto, descrive perfettamente gli elementi costitutivi di questa canzone.
A condurci attraverso le battute finali è la title-track di questo promettente debutto, The Carnal Sabbath. Canzone che si veste di un’aurea elegiaca e rituale che si staglia al di sopra del connubio tra distorsioni, cambi di tempo, voci demoniache e melodie articolate. Un brano all’apparenza semplice ed intuitivo, ma che, ascolto dopo ascolto, si dimostra più “profondo” e articolato, rivelando le ottime doti tecnico-compositivo-esecutive del duo.
Un debutto perfetto, senza sbavature o eccessi, che ci regala una band affiatata, matura e competente. Ottimo sotto ogni aspetto.

 VOTO: 85/100

TRACKLIST:

1. Helleborus Black
2. Coils
3. Edge Of Black Waters
4. Colored Spores of Yuggoth
5. Draconian Discipline
6. The Poison of Sleep
7. Temple of Seventh Death
8. A Gift of Renewal
9. The Carnal Sabbath

LINE-UP:
J.C.H – All instruments
S.W.H – Vocals

Live Band Line-Up:
Brent Boutte’ – Drums
Ian Horenman – Guitar & Rhythms

WEB:
Facebook: https://www.facebook.com/HelleborusBlack
Twitter: https://twitter.com/helleborusblack
SoundCloud: https://m.soundcloud.com/helleborusblack
YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCAWPWZvqxO1O88NBvqX8yAA

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daniele_vasco

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