HARRI KAUPPINEN – Helvetin Laulut

HARRI KAUPPINEN – Helvetin Laulut

HARRI KAUPPINEN – Helvetin Laulut

TITOLO: Helvetin Laulut
ARTISTA:
Harri Kauppinen
GENERE: Dark/Gothic Metal
ANNO: 2016
PAESE:
Finlandia
ETICHETTA:
Inverse Records

In quest’introduzione tenterò in breve di spiegarvi due cose: le mie perplessità nell’approcciarmi alla recensione di questo Helvetin Laulut e cercare di definire e di far capire esattamente cos’è effettivamente questo Helvetin Laulut.
Comincio col dire che Helvetin Laulut (traducibile approssimativamente con “Canzoni dell’/dall’ inferno”) è un album per niente adatto ai puristi e difficilissimo da inserire in un sol genere; se dovessi nominare tutti i generi ascoltabili e farne una lista disordinata, verrebbe qualcosa di lungo e apparentemente insensato: Dark/Doom, Gothic, Melodic Doom, Folk Metal Finlandese e probabilmente anche Neofolk ed influenze dal Gothic Rock. Helvetin Laulut è un album fatto di pura emozione, in grado di colpire l’anima in profondità, trasportarci ed incantarci nelle sue delicate ed ipnotiche melodie ricche di malinconia perfette per l’introspezione profonda dei testi immersi nell’inferno, ossia ciò che si ricava dall’introspezione qui raffigurata da una macchina da scrivere che batte in ogni intermezzo.
Le mie perplessità sono invece più personali, eppure mi ritrovo in difficoltà nel recensire questo disco: e’ praticamente impossibile parlarne in maniera oggettiva.

Helvetin Laulut è un disco che vuole (e riesce anche molto bene) puntare e colpire forte direttamente alle emozioni più delicate dell’ascoltatore demolendole tutte: il risultato? Dopo solo il primo ascolto o lo amerete alla follia o lo detesterete con tutto voi stessi così che ogni volta che tenterete d’ascoltarlo vi sembrerà meraviglioso oppure ripugnante. Da ciò si deduce che, quindi, parlarne in maniera oggettiva non è per niente un lavoro semplice e richiede, anzi, uno sforzo non indifferente ed io faccio parte di quelli che di questo disco se ne sono innamorati alla follia riascoltandolo decine di volte in pochi giorni.
Brani come Linnut o Ikoni sono alcune delle cose più belle ascoltabili in quest’anno, canzoni come Paeaettyvaen tien paeaessae sono quasi dei capolavori fuori dal tempo e diversi da ogni cosa si possa ascoltare di recente. Eppure, tentando d’essere obiettivi, non si può negare che c’è una certa ripetitività di base nei brani: molti si somigliano nelle melodie e nella struttura e spesso non poco. Ciò ovviamente può risultare fastidioso, soprattutto alla lunga. Poi d’altro canto ci sono brani come Marmoripatsaat che incanta e stupisce per il suo assolo di chitarra potentissimo ed il finale che richiama tantissimo al folk finlandese. Andiamo avanti e, seppur estremamente gradevole e delicata, quanto opprimente, cominciamo a notare che anche l’atmosfera risulta sempre piuttosto piatta.
Insomma questo disco non è che un costante crescere di contrasti fino alla fine che ci metteranno in profonda difficoltà e spesso ci chiederemo anche se l’album ci piaccia o meno. Non c’è dubbio che l’album dal punto di vista emotivo sia perfetto, così come dal punto di vista tecnico e della produzione in generale che riesce sempre dei suoni perfetti in ogni occasione. Per il come sono costruiti i brani in sé avremo dei dubbi ed a questo punto mi viene da chiedere: se era proprio questo contrasto confusionario che Harri Kauppinen voleva trasmettere nella sua musica? Ponendo questa domanda ovviamente non faccio che confondermi di più le idee.Interessante infine la scelta di dividere i brani in gruppi da tre, divisi da interludi parlati, e in ognuno cambiare leggermente le tematiche e lo stile portante della musica nei brani, ad eccezione dell’ultimo gruppo: quest’ultimo rimane in sospeso, lasciandoci immaginare il finale di una storia mai scritta

Cosa ho concluso alla fine di questa recensione? Nulla se non il comunicare che questo disco è da ascoltare tutto d’un fiato, lasciarsi trasportare trascurando i suoi eventuali difetti ed amarlo fino in fondo. Questo, seppur non essendo commerciale ed anzi tenta di allontanarsi da qualunque moda, è un album che si lascia ascoltare e che chiunque può apprezzare e che quindi consiglio a tutti: nessuno dovrebbe vivere senza aver mai ascoltato le “Canzoni Dall’Inferno

Voto: 82/100

Tracklist:

  1. Kiusaus
  2. Merkityksettoemaet sanat
  3. Linnut
  4. Maa Palaa
  5. Lankeemus
  6. Paeaettyvaen tien paeaessae
  7. Marmoripatsaat
  8. Laulussani_kuolevat
  9. Katumus
  10. Ikoni
  11. Niin oli hyvae?

Line Up:

  • Harri Kauppinen – Voce, chitarre, basso e tastiere
  • Rolf Pilve – Batteria e percussioni
  • Otto Narhi – Pianoforte (tracce 2,4,6,10) e tastiere (tracce 2,4)
  • Elias Kahila – Violoncello (tracce 2,4,10)
  • Teemu Liekkala – Backing vocals (tracce 3,4,7) Tastiere addizionali (traccia3)
  • Samuli Erikkila – Assoli di chitarra (tracce 7,10,11)
  • Hiili Hiilesmaa – Macchina da scrivere (Tracce 1,5,9)

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jonathan

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