FORGOTTEN LIGHT – Window At The Corner

FORGOTTEN LIGHT – Window At The Corner

FORGOTTEN LIGHT – Window At The Corner

TITOLO: Window At The Corner
BAND:
Forgotten Light
GENERE: Progressive Rock/Metal
ANNO: 2016
COUNTRY: Italy
LABEL: Indipendent

I Forgotten Light nascono nel 2012 quando Nico Sechi, Davide Fin e Flavio Fancellu decidono di concretizzare alcune loro idee: la formazione diventa completa quando chiamano anche Roberto Puggioni e Pasquale Lubinu.
Il quintetto inizia subito ad elaborare canzoni molto variegate prestando particolare attenzione ai testi e alla narrazione di essi, soprattutto attraverso la musica.
Il loro stile è una commistione di varie band e generi, ma possono essere ricongiunti ad un Progressive Metal molto evanescente.
Dopo vari mesi entrano in studio per registrare il loro primo album che prende il titolo Where Light End e nel 2016 registrano il loro secondo album dal titolo Window at the Corner.
I Come Unwelcome non lascia trasparire dubbi: siamo davanti a un lavoro di stampo Progressive: le ritmiche complesse e i tempi dispari vedono tutti gli strumenti andare verso un’ unica direzione, supportati dalle tastiere sotto il profilo melodico: La voce aggressiva, parzialmente ispirata da Russell Allen dei Symphony X, ci accompagna in una sezione vagamente orientale, dove il pianoforte ricorda i Savatage delle Rock Opera. Presenti anche le influenze dei Dream Theater, per una lista di nomi sulla quale ci si può certamente fidare.
L’introduzione di Lucifer Effect potrebbe essere una di Morningrise degli Opeth: nonostante ciò i Forgotten Light mantengono una loro identità, dando l’idea di un gruppo che, seppur ispirato da determinati artisti, ha pronte delle idee per sorprendere l’ascoltatore ignaro della ricchezza musicale con la quale andrà a rapportarsi. La voce si ammorbidisce e le chitarre tagliano quella melodia che accompagna il brano: quest’ultimo è la dimostrazione che la band sa muoversi attraverso numerosi sottogeneri del Metal.
Call me home, anch’essa decisamente opethiana nell’ introduzione, è una coreografia strumentale, nel senso che ognuno di essi si intreccia in maniera molto particolare con l’altro: il basso con le tastiere, la voce con la chitarra,il tutto atto a rendere delle soluzioni molto particolare di stampo Progressive Rock, prima, Progressive Metal, dopo.L’ incipit di Lack Of Happiness ricorda decisamente i Wildpath di Nyx Secret, per delle deliziose sfumature Symphonic Power non ancora sperimentate in questo full. La componente Symphonic è particolarmente evidente in questa traccia, bilanciando le ritmiche massicce della parte finale del brano ed una voce che può ricordare i Myrath di Tales Of The Sands. Davvero molto singolare.
Siamo quindi giunti alla titletrack: la personalità di questa band ci è ormai chiara e i seguenti brani ne sono un’ulteriore conferma: Window At The Corner si presenta come una delle canzoni più dolci e melodiche dell’ album, dove il genio compositivo della band tocca forse il punto più alto. Sulla falsariga della precedente, anche Path risulta inizialmente molto delicata sebbene si risolva in un brano prettamente Swedish Death Metal e Thrash Metal della Bay Area. Il full si chiude con Different Choice, un outro composto per più voci e dove la componente musicale è ridotta all’ essenziale.
In conclusione, invito all’ascolto quelle persone che cercano una proposta singolare in ambito Progressive Rock e Metal: non perdete interesse nel Prog: rimane un genere ancora vivo e con tanto da dare.

VOTO: 92/100

TRACKLIST:
01 – I Come Unwelcome
02 – Lucifer Effect
03 – Call Me Home
04 – Lack of Happiness
05 – Window at the Corner
06 – Path
07 – Different Choice

LINE UP
Nico Sechi: Voce e Tastiera
Davide Fin: Chitarra
Roberto Puggioni: Chitarra
Pasquale Lubinu: Basso
Flavio Fancellu: Batteria

https://www.facebook.com/forgotten.light.official/?fref=ts

Ivo

ivano

Mi occupo da anni di recensioni e interviste (anche bilingue) in ambito Metal. Recensisco su Metal Winds solo previo invio del disco fisico in questione. Polistrumentista per Vereor Nox, Padulo, Breethoven e Social Media Manager per i Liquid Fear.

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