DEVIN TOWNSEND PROJECT – Transcendence

DEVIN TOWNSEND PROJECT – Transcendence

DEVIN TOWNSEND PROJECT – Transcendence

TITOLO: Transcendence
BAND: Devin Townsend Project
LABEL: Hevy Devy Records
ANNO: 2016
GENERE: Progressive Metal
COUNTRY: Canada

Dopo l’ultimo DVD live Devin Townsends Presents: Ziltoid Live at the Royal Albert Hall, registrato l’anno scorso nella prestigiosa sala inglese, Devin Townsend ha deciso di prendersi una pausa dal fronte live per concentrarsi su altro e probabilmente c’era anche il “riordinare le idee per il nuovo album del DTP“.
E così è stato: nel 2016, il gruppo si è riunito in sala prove per cominciare la scrittura del nuovo materiale, che verrà chiamato Transcendence, settimo (o meglio, ottavo, se si conta che ha due album al suo interno) album del Devin Townsend Project, avviato nel lontano 2008.
Ma cosa è Transcendence? Prendete vari spunti gli album di inizio 2000 del suo progetto solista: da Ocean Machine: Biomech fino a Terria, e mischiate il tutto: ecco, in parole molto spicce, la sonorità di Transcendence.
Se non siete nuovi al canadese, allora riconoscerete subito le note iniziali della opener Truth, presa direttamente da Infinity, rifatta e allungata per l’occasione: la traccia in sé presenta poche modifiche, anche se ciò che forse salta di più all’orecchio è la voce di Anneke van Giersbergen.
A seguire troviamo Stormbending, tra le ultime canzoni uscite come singoli prima dell’album. La traccia è abbastanza tranquilla e piacevole, e il primo assolo non sembra messo per allungare la canzone, ma la riesce a far continuare in maniera molto fluida, senza spezzarne la continuità. Il resto della canzone non presenta quasi nessuna variante, se non per la tastiera di Mike St.Jean un po’ più presente e per i cori femminili in sottofondo ad opera di Katrina Natale.
Failure è una traccia che rappresenta l’esatto opposto del suo nome: canzone ben ritmata, e l’assolo dopo il ritornello è tra le parti migliori di tutto il disco, e qui si sente che Devin e i suoi compagni non hanno voluto strafare, ma hanno provato a fare l’opposto, ed è un esperimento molto ben riuscito, sopratutto nella parte finale dove viene ripreso il ritornello.
Un’atmosfera paradisiaca introduce Secret Sciences, altra canzone uscita come singolo qualche settimana prima. La traccia sfuma parti molto tranquille a pezzi più duri e risulta buona nel suo complesso, anche se si potrebbe pensare che la durata sia un punto a sfavore, non influisce troppo, anche se non come nella traccia successiva.
In maniera simile alla precedente, Higher viene introdotta in maniera tranquilla, ma si rivela, oltre ad essere la canzone più lunga del disco, anche la più articolata, anche se nella parte iniziale inganna un po’ l’ascoltatore, dato che alterna pezzi tranquilli a parti “pompose”, ma il canadese sembra solo prendersi gioco di noi, e ascoltandola capirete il perché.
Esatto, verso il quarto minuto sembra proprio che l’anima di Townsend sia ritornata a quando era con la sua macchina impazzita, o meglio, quando era con gli Strapping Young Lad. La parte feroce sembra attenuarsi, ma solo per poco, per poi riprendere con riff cattivissimi, per poi calmarsi nuovamente nel finale, che prosegue in maniera naturale in Stars, traccia piacevole ma un po’ anonima.
A ruota gli segue la title track, che parte con una batteria quasi militare, e qui le parti di tastiera sono usate al meglio.
La voce di Anneke si alterna a quella di Devin, che anche in questa traccia ha una performance vocale molto buona, e nel complesso la traccia si regge bene, buono anche il piccolo assolo intermedio e il finale quasi apocalittico.
Le tastiere di Mike introducono Offer Your Light, canzone che forse più delle iniziali era più adatta per essere un singolo: la canzone infatti è abbastanza catchy, i cori femminili sono molto adatti e quasi contrastano lo scream di Devin; la parte strumentale è molto buona, e il fatto che ci siano poche variazioni aiuta a farla rimanere più impressa.
Le ultime due canzoni sono tra le più lunghe del lotto, in quanto entrambe hanno una durata simile, che si aggira agli otto minuti e mezzo circa.
From the Heart è abbastanza tranquilla e simile alle altre presenti nell’album, tranne per i minuti finali dove diventa totalmente strumentale e acustica, cosa che viene ripresa nella finale Transdermal Celebration, traccia che è strutturata in maniera simile ad Higher e alla precedente, per quanto riguarda il finale: la canzone è abbastanza buona, ma il finale, per quanto mi riguarda, anche se fatto per creare atmosfera, è stato un po’ troppo tirato per le lunghe.
In conclusione: album che poteva essere strutturato in modo migliore, ma riesce ad intrattenere bene l’ascoltatore, e la parte centrale di Higher è probabilmente tra i momenti salienti del disco, anche se una delle pecche più grandi è forse la presenza un po’ alta di parti pompose. Devin avrà fatto bene a prendere ispirazione dai suoi vecchi lavori? Ai posteri l’ardua sentenza.

Voto: 75/100

Tracklist
01. Truth
02. Stormbending
03. Failure
04. Secret Sciences
05. Higher
06. Stars
07. Transcendence
08. Offer You Light
09. From the Heart
10. Transdermal Celebration

Alessandro Saba

alessandro_saba

Penso dunque sono. Scrittore a tempo (molto) perso, avido ascoltatore di musica.

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