DENOMINATE – Those Who Beheld The End

DENOMINATE – Those Who Beheld The End

DENOMINATE – Those Who Beheld The End

TITLE: Those Who Beheld The End
BAND: Denominate
YEAR: 2016
LABEL: Indipendente
GENERE: Progressive/Technical Death Metal
COUNTRY: Finlandia

Premessa pre-recensione: ammetto che quando ho saputo che la band che mi accingevo a recensire, i Denominate, suonavano un qualcosa che si trovava in mezzo fra Technical Death Metal e Progressive ho avuto paura. Ho temuto seriamente che avrei ascoltato un album attinente al 100% con quello che è diventato ormai lo standard del Technical Death e dal quale non è troppo lontano anche il Progressive. Temevo di ascoltare un album di quelli ricolmi di tecnica, assolutamente ben fatta, ma talmente tanta e così eccessiva da rendere l’album incomprensibile anche dopo venti ascolti rendendolo di fatto un album insulso, pieno di tecnica fine a sé stessa e che non comunica niente, con seimila riff per ogni brano ma del quale non ti resta nulla.
Ho temuto, ma per fortuna così non è stato, anzi.

Quattro colpi di batteria e subito siamo aggrediti da un primo riff, roccioso quanto basta. Da questo momento non siamo più consapevoli di nulla, l’album ci ha rapiti che noi lo volessimo o no.
Un growl potente accompagna la base che ci mostra da subito come i Denominate abbiano saputo sfruttare sapientemente la loro componente “Technical”. Tutti i loro brani avranno sempre un filo conduttore ben visibile dall’inizio alla fine, nonostante ogni canzone (come Progressive comanda) si evolva costantemente.
Il ritmo è mantenuto alto, veloce per tutto il tempo necessario. La ferocia delle chitarre e del cantato perfettamente in accordo saranno qualcosa di davvero raro da trovare in una band emergente. Le stesse chitarre che un attimo prima ci stavano distruggendo ora eccole che stanno eseguendo gli assoli e questi sono uno dei principali punti a favore di tutta la produzione: spazieranno da rapidissime dimostrazioni di pura tecnica e virtuosismo ad assoli melodici che riusciranno a spezzare tutta la frenesia dell’album con rallentamenti improvvisi, emotivi che trasportano l’ascoltatore in un modo che raramente ci si aspetta da un disco prevalentemente Death Metal.
C’è inoltre da dire che questo disco non sarà del comune Death Metal, ma spesso sarà un omaggio a quel Old School tanto amato.
Il secondo punto a favore della produzione è il basso: questo arriverà più volte a rivestire un ruolo di effettivo protagonista della scena (riporta un po’ alla mente qualcosa dei Beyond Creation) con assoli, intermezzi e stacchi dedicati completamente a lui. Ancora una volta, non eccelle per chissà quale tecnica impressionante come chiunque s’aspetterebbe in un disco Technical Death, che è stata invece ben calibrata, ma per la cura e la fantasia con il quale viene suonato che può solo stupire.
Ultimo grande punto a favore della produzione (oltre che la produzione in sé): Troments Of Silence e Terrestrial Funeral. Questi due brani sono l’apice dell’album, uno esattamente a metà, molto più lento ed anche melodico del resto, con un’introduzione acustica da togliere il fiato; l’altro è la traccia conclusiva che raggiunge quasi l’epicità e forse il suo difetto è quello di essere troppo breve.

Quando una band emergente che si cimenta in un genere così complesso evitandone magistralmente i cliché e che riesce a produrre un album mastodontico come questo Those Who Beheld The End nel quale esprimono la loro fantastica idea di Death Metal Progressivo rimanendo però “innamorati” dei grandi nomi nel Death old school e richiamandoli in più punti allora non si può che dire una cosa: hanno iniziato decisamente bene e con ansia si deve aspettare un nuovo album.
Inutile dire che questo EP è praticamente obbligatorio a chiunque piaccia il Death Metal di qualunque tipo.

Voto: 86/100

  1. In a Chasm Of Stone
  2. Degradation
  3. Penumbra
  4. The Demented Scholar of Abatos
  5. Torments Of Silence
  6. Aperiophobia
  7. Terrestrial Funeral

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jonathan

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