BLACK HATE – Through The Darkness

BLACK HATE – Through The Darkness

BLACK HATE – Through The Darkness

TITOLO: Through The Darkness
ARTISTA: Black Hate
GENERE: : Avantgarde-Death/Black-Metal
PAESE: Messico
ANNO: 2016
ETICHETTA: Dusktone

Nati inizialmente come one-man-band, da un’idea di B.G. Ikanunna nel Dicembre del 2006, il progetto Black Hate, in breve tempo, tra il 2006 e il 2009, rilascia alcuni split ed alcuni Demo, prima di prendersi un breve periodo di pausa.
Dopo una pausa di circa un anno, Black Hate, nel 2010, torna sulle scene con nuovo materiale, che darà forma al primo full-lenght ufficiale, Years Of Solitude e nello stesso periodo, vedrà la luce, una raccolta composta da vecchie canzoni registrate da B.G. IkanunnaRemains Of My Life. In seguito ai successivi lavori, Shadows of Tragedy (Self Mutilation Services, 2009) e Los Tres Mundos (Dusktone, 2012), lo stile iniziale del progetto, basato su un sound di stampo Depressive/Black-Metal, vira verso uno stile che mischia Avantgarde/Death-Metal e Avantgarde/Black-Metal, segando una precisa linea di confine tra gli esordi del progetto e la sua natura attuale, segnando anche il cambiamento da one-man-band a band vera e propria.
Successivamente ad alcuni cambi di line-up e alle prime due release nella nuova veste, The Glorious Moments (EP, Embrace my Funeral Records, 2012) e The Dark Key of Enki (SMS/Blacksawrecords, 2014), ad Ottobre di quest’anno, viene rilasciato il nuovo album a firma Black Hate: Through the Darkness.
Questo nuovo album, evoca il grande potere di Enki, la divinità dei mestier, del bene, dell’acqua, del mare, dei laghi, della sapienza e della creazione e di Nammu, la Grande Madre, attraverso sette canzoni che parlano della cospirazione contro il genere umano. Il nuovo album della neonata band, ora composta da due soli musicisti, B.G Ikanunna (Guitar, Vocals & Composition) e Disharmmony (Guitar), è un vero e proprio inno al Culto della Grande Madre e degli Dei Ancestrali, nel desiderio di riportare la parola dimenticata di Enki. Questo album è la rappresentazione più pura del patrimonio Oscuro ed è la continuazione dell’album Los Tres Mundos, ma in una forma più oscura. Un altro elemento fa parte del concetto alla base di questo disco: Urushdaur, il rituale per la purificazione attraverso le fiamme, perché solo il fuoco può riportarci alla purezza.
La potenza, le tenebre e la introspezione magica sono gli ingredienti di questo nuovo capitolo del più importante gruppo Black-Metal messicano. A dare il via a questo nuovo disco, è Intro, un’introduzione, come recita il titolo, che si fonda su atmosfere oscure, quasi cinematografiche, con cori rituali che giungono in lontanza e l’incedere ipnotico delle percussioni. Una breve intro che introduce all’opener ufficiale, Aneetmaa, dove il mix tra Death-Metal e Black-Metal, diventa subito ben evidente, in un susseguirsi di riffs serratissimi e ritmiche martellanti, ai quali si uniscono le vocals tra il growl e lo scream che rendono il brano ancor più oscuro e aggressivo e alcune soluzioni melodiche, semi-acustiche e molto d’atmosfera, con parti recitate, che arricchiscono il pezzo infondendogli quella vena Avantgarde, dall’anima Rock, che caratterizza il nuovo percorso intrapreso dal band. L’unica nota negativa, può essere ricercata in alcune piccole imprecisioni nella parte iniziale, dove, a tratti, sembra che le ritmiche non siano perfettamente integrate al sound del brano e le linee vocali, sempre in alcuni frangenti iniziali, subiscono leggermente la stessa sorte. La successiva Kazudijirzu, si presenta sotto una veste atmosferica, sulfurea, incisiva e aggressiva, nella quale si crea un’interessante commistione tra l’intento sperimentale dei Nostri e la loro base Death/Black, fatta di chitarre distorte, blast-beat, doppia cassa, growl scream. Brano che convince anche se in alcuni frangenti, specialmente nella parte finale, si nota una leggera ripetitività dell’arrangiamento che crea una spiacevole sensazione cacofonica che toglie l’attenzione dalle caratteristiche principali del disco, comunque originali e ben composte. Introduzione semi-acustica per Fuego / Viento, quarta canzone in scaletta. Una serie di arpeggi molto melodici e godibilissimi che aprono ai riffs sulfurei e alle ritmiche cadenzate che infondono, sempre alla parte introduttiva, una lieve vena Doom-Metal che apre la strada all’anima Black-Metal più roboante, affilato, cattivo e oscuro dei Black Hate, creando un sound deciso e veloce, al quale, nella seconda parte, si unisce un suono più variegato che riprende lo stile dell’introduzione del pezzo, dando vita ad un connubio tra aggressività e melodia di buon gusto, dando vita anche a momenti ritmati di buona fattura.
La quinta traccia in scaletta è Through the Darknesstitle-track del disco, presenta la stessa medesima tipologia di introduzione della precedente, ovvero un’intro dal gusto semi-acustico, con parti recitate che rendono il tutto ancor più solenne, rituale e immerso nel concept dell’album, prima di sfociare in un fiume in piena di Death-Metal e Black-Metal dagli echi sperimentali, serrato e immediato, intervallato, nella parte centrale, da echi Doom (come si era visto per la precedente Fuego / Viento) e parti parlate, che danno luce ad un’atmosfera riuscita, che nella sua ripetitività trova la sua forza nel coinvolgimento dell’ascoltatore, prima di lanciarlo a perdifiato nella cavalcata elettrica conclusiva.
C.O.C.D 04:15, prosegue sul percorso della precedente, senza aggiungere o togliere niente al sound generale, mantenendo però alta l’unione tra Metal Estremo, atmosfere tetre e funeree, echi di musica latina, sperimentazioni, lievi virtuosismi, suoni distorti, vocals agguerrite e melodia.
Chiusura affidata alla versione originale dell’opener ufficiale, Aneetmaa. Diversamente dalla versione posta ad inizio disco, questa prima edizione della stessa canzone, risulta subita più improntata verso un suono più cupo, nella parte iniziale, prima di presentare la stessa impronta dell’arrangiamento, ma risultando comunque più tetra e anche meno “pulita” da un punto di vista sonoro, acquisendo connotati affini, o comunque ammiccanti, al sound tipico della prima ondata del Black-Metal, senza dimenticare la seconda e la terza impronta stilistica del gruppo, il Death-Metal e le intenzioni sperimentali orientate verso l’Avantgarde. Disco che in sostanza convince pienamente, nonostante un paio di leggerissime pecche, già citate e messe in evidenza, ci dimostra che il progetto Black Hate ha già tutte le carte in regola per ritagliarsi il suo spazio nella scena estrema, non solo messicana.

VOTO: 77/100

TRACKLIST:

1. Intro
2. Aneetmaa
3. Kazudijirzu
4. Fuego / Viento
5. Through the Darkness
6. C.O.C.D 04:15
7. Aneetmaa (Original edit)

LINE-UP:

B.G Ikanunna – Guitar, Vocals & Composition
Disharmmony – Guitar

Past Members:

Satoshi – Drums
Mors Zek – Bass
Edd – Bass (Disgorge-Putrefact)
Oscar – Drums (Disgorge-Putrefact)
Vyse – Drums
A. Troll – Bass
John Pollack – Guitars
Marco – Drums
J. – Drums

WEB:

Facebook: https://www.facebook.com/BH333/#

Official Designer: http://www.coldpoison.net/

Band Contact: dead_deep@hotmail.com

Management: blackhatemanagement@hotmail.com

Booking: blackhatemanagement@hotmail.com

Myspace: www.myspace.com/trueblackhate

Store: http://blackhate.bandcamp.com/

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daniele_vasco

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