20 Ottobre 2016 – Sonata Arctica + Twilight Force Live@Alcatraz (Milano)

Quello con i Sonata Arctica è ormai un appuntamento annuale per me. Quello di quest’anno è stato il terzo live, dopo quelli di Trezzo sull’Adda nel 2014 e Bologna nel 2015. Quest’anno la band finlandese è stata accompagnata per la seconda volta dai Twilight Force, band power svedese che sta ottenendo grande approvazione dal pubblico sia in studio che live.
Le due band sono attualmente in tour promozionale per i rispettivi album: The Ninth Hour (di cui potete trovare la recensione qui: http://www.metallicomio.it/2016/recensioni/sonata-arctica-the-ninth-hour/) e Heroes of Mighty Magic (di cui potete trovare la recensione qui: http://www.metallicomio.it/2016/recensioni/twilight-force-heroes-of-mighty-magic/).

Già alle undici del mattino c’erano almeno una decina di persone di persone in fila. Si gela, in quel di Milano, ma questo non fa demordere i fan, che verso mezzogiorno si vedono anche passare davanti gli artisti (il tourbus era parcheggiato davanti all’Alcatraz), i quali però non hanno tempo (e probabilmente nemmeno la concentrazione) per fermarsi a firmare autografi o fare foto.
Solo dopo pranzo si fermeranno Christian e Jocke dei Twilight Force, che non fanno mancare sorrisi, abbracci e foto a chiunque ne faccia richiesta. L’attesa fino alle sette, però, è lunga. In fila nascono nuove amicizie e ad un certo punto inizia anche un karaoke improvvisato.
Verso le sette ci alziamo tutti e cominciamo a compattarci:
l’attesa sta per finire, finalmente si entra.

 

 

 

TWILIGHT FORCE:

Dalla transenna l’unica paura erano i suoni: spesso si sentono impastati, troppo alti, in più le casse erano a meno di un metro dal pubblico. Invece scopriamo fin da subito che i fonici hanno fatto un ottimo lavoro e anche il riscontro su chi era più distante dal palco è molto positivo.
Si abbassano le luci di sala, si alzano i riflettori sul palco e si inizia con l’intro. I Twilight entrano impetuosi e subito prendono contatto col pubblico. Il primo brano è Battle of the Arcane Might, dal nuovo album. Nonostante il frontman Christian abbia passato una brutta settimana di malattia (come da lui ricordato), la prestazione è ottima. A volte si notano i segni della fatica e molti acuti sono stati abbassati, ma questo ha permesso la splendida riuscita di tutti i brani.
Durante il live il pubblico era in fomento: la band scambiava sguardi e gesti con tutti, prestandosi anche a pose simpatiche per chi stava scattando delle fotografie, molto spesso salivano sulle casse per avvicinarsi alla transenna e incitavano a cantare i brani.
La scaletta è divisa tra brani del nuovo e del vecchio album, tra cui Forest of Destiny ed Enchanted Dragon of Wisdom nei quali il pubblico da il meglio di sé. Durante il live i Twilight ci regalano anche dei bei siparietti, primo fra tutti quello in cui Jocke sale sulle spalle di Christian. Si ride, si scherza, ci si diverte. La band svedese sa come intrattenere, oltre a mantenere un’ottima prestazione esecutiva. Lo show si conclude dopo ben nove pezzi con The Power of The Ancient Force, splendida chiusura che coinvolge tutti i presenti.
I Twilight Force hanno definito l’Italia la loro “seconda casa” e la loro felicità nell’essere sul palco era palpabile. Ci siamo emozionati con loro, abbiamo cantato con loro e anche chi non li conosceva è rimasto folgorato da questi showmen spettacolari, che non si limitano ad eseguire i pezzi, ma rimangono anche in costante contatto col pubblico. Posso ribadire per la seconda volta che sono una di quelle band da vedere, anche solo per lo show che offrono.

SONATA ARCTICA:

Circa quarantacinque minuti di cambio palco, poi, le luci si abbassano di nuovo.
Parte l’intro, si inizia con Closer to an Animal, prima traccia del nuovo album e anche opener della scaletta del tour. L’impatto del brano è diverso rispetto alla versione in studio, anche se non “tira” più di tanto. Altro discorso è con Life: un brano che inneggia alla vita e la vita arriva dal pubblico, che partecipa animatamente ai ritornelli. Si torna poi indietro a Pariah’s Child con The Wolves Die Young, per poi fare un salto molto più ampio con il quarto brano in scaletta: parte infatti In Black and White, dall’album Unia del 2007! Tony Kakko è in totale fomento, sembra in piena forma nonostante un’intossicazione alimentare che lo ha colpito a Parigi, e mantiene contatto costante col pubblico. Lui e Pasi sono l’anima del palco e glielo si legge negli occhi che si stanno divertendo insieme a noi. Il quinto brano proposto è un vero classico: luci fucsia, Tony che si siede… E parte Tallulah, splendida ballad che non manca di far commuovere le platea.
Torniamo a The Ninth Hour, con uno dei pezzi più power dell’album: Fairytale da una scossa allo show, rivelandosi uno dei pezzi più funzionali dell’album come impatto sul pubblico.
Altro classico della band: FullMoon si rivela ancora una volta un pezzo immancabile in scaletta, che riesce a far saltare e cantare tutti i presenti!
Altro brano molto trascinante è Among the Shooting Star, il cui tema accompagna FullMoon e si dimostra un pezzo molto apprezzabile. Abbiamo poi un intro strumentale: girandomi, ho notato molte facce perplesse in platea. In quei pochi minuti si è riusciti a far partire un toto-tracce che passava da Silence, a Unia, a Winterheart’s Guild (dal cui tour proveniva la traccia strumentale, come ho scoperto da uno dei miei vicini di transenna).
Abandoned, Pleased, Brainwashed, Exploited
fa la sua comparsa, altro brano che non veniva portato sul palco da molto tempo. Ammetto che all’inizio non l’avevo riconosciuta, poi l’emozione ha preso il sopravvento. In tutto questo, la band non perde un colpo. Tony addirittura ci regala degli acuti che in altri contesti avrebbe evitato, come può notare chi lo ha visto più volte.
Si va avanti con We Are What We Are, brano molto emozionante, che live ci regala dei picchi da brivido. L’intro che ne segue è inconfondibile e in quel momento il pubblico va in visibilio: The Power of One, brano da Silence del 2001, riportata in auge dopo dieci anni. Un momento da pelle d’oca dall’inizio alla fine, con una performance perfetta da parte di tutta la band. Le luci si abbassano, aspettiamo l’encore. Ma ci viene fatta una piacevole sorpresa: Tony invita sul palco Tiziano Iasevoli, admin del fanclub ufficiale e della pagina Sonata Arctica Italy, il quale ha portato un regalo per Henrik da part dei fan, visto che il 21 Ottobre era il giorno del compleanno del tastierista. Henrik si è commosso ed ha abbracciato Tiziano, per uno dei momenti più commoventi della serata.
Tony, poi, ci regala un discorso che credo abbia fatto riflettere molte persone dicendo
che:” se loro si stavano esibendo su quel palco, era merito di chi aveva comprato il biglietto per lo show; merito di chi compra il merch e di chi continua a supportare anche economicamente una band.”
Un discorso che ha introdotto I Have a Right, brano dall’album Stones Grown Her Name del 2012. Si raggiunge poi l’apice di forza con Don’t Say a Word, ormai chiusura fissa dei loro live, insieme alla simpatica outro Vodka.
Forse non una delle scalette migliori dei Sonata Arctica, ma di sicuro uno degli show più emozionanti. Tony era carico come una molla e non lo avevo mai visto interagire così con il pubblico, oltre alla prestazione vocale veramente ai massimi storici. Pasi aveva lo sguardo di un bambino al parco giochi, Elias ci ha regalato ottime esecuzioni, così come Tommy ed Henrik. Non li avevo mai visti così in forma e ora… Non ci resta che aspettare Febbraio!
Infatti la band ha rilasciato nelle ultime ore le date del nuovo tour europeo e l’Italia conta ben due date, una a Modena il 24 Febbraio e una a Roma il 25!

SETIST TWILIGHT FORCE

  1. Battle of Arcane Might
  2. Forest of Destiny
  3. Enchanted Dragon of Wisdom
  4. Riders of the Dawn
  5. Powerwind
  6. Flight of the Sapphire Dragon
  7. There and Back Again
  8. Gates od Glory
  9. The Power of The Ancient Force

SETLIST SONATA ARCTICA

  1. Closer to an Animal
  2. Life
  3. The Wolves Die Young
  4. In Black and White
  5. Tallulah
  6. Fairytale
  7. FullMoon
  8. Among the Shooting Stars
  9. Abandoned, Pleased, Brainwashed, Exploited
  10. We Are What We Are
  11. The Power of One
  12. I Have a Right
  13. Don’t Say a Word

 

 

About Irene Eva Scapin 24 Articles

Cantante fin da bambina, entrai nel mondo del metal all’età di 15 anni, grazie ad un mio amico dell’epoca. Da allora, per me è tutto un grande viaggio alla scoperta di ogni sfumatura di questo genere immenso e ricco di sorprese. La mia esperienza come recensore e reporter nasce a 16 anni, grazie a diversi progetti scolastici, per poi tuffarmi definitivamente nel mondo delle webzine a 19 anni.

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