12 Settembre 2016 – Nightwish + Temperance Live@Palabam (Mantova)

12 Settembre 2016 – Nightwish + Temperance Live@Palabam (Mantova)

12 Settembre 2016 – Nightwish + Temperance Live@Palabam (Mantova)

Lunedì 12 Settembre ho avuto il piacere di assistere alla terza, ed ultima, data italiana dei Nightwish. Tre date in meno di un anno, tre scalette diverse, tre momenti magici. Avevo già avuto la fortuna di vederli a Bologna lo scorso Novembre, ma le circostanze erano del tutto diverse.

Il clima di tensione davanti al Palabam era palpabile già alle prime ore del mattino. Fan che si erano messi in coda già la sera prima stavano sotto a degli ombrelli per ripararsi dal sole e altri distribuivano acqua e ghiaccioli.
Durante la giornata il fanclub ufficiale, Nightwishers Italy, si è prodigato per preparare ceste di regali da parte dei fan, dare informazioni utili alle persone che chiedevano e hanno distribuito gli Starlight, i bracciali luminosi, da accendere durante The Poet and The Pendulum. In tutto questo sono con loro, in quanto partecipante del meet&greet. Alle sette circa, veniamo accolti da Ewo, il quale ci fa entrare nel backstage.

MEET & GREET*

Siamo nel backstage, seduti su dei divanetti bianchi, sotto ad una grata da palcoscenico dove sono appesi degli ombrelli. La luce è poca, però non ci lamentiamo. L’ansia dell’attesa è palpabile, ma siamo tutti abbastanza tranquilli. Il primo ad arrivare sorridente è Tuomas, che stringe la mano a tutti, regalandoci il suo sorriso e fissandoci negli occhi. Viene seguito da Marco, Emppu, Troy, Kai e la bellissima Floor Jansen, che si muove elegantemente, dispensando dolcezza solo con lo sguardo. Sono tutti visibilmente stanchi, provati da questi quattro anni di tour interrotti solo dai tre mesi di composizione dell’album. Si illuminano appena vedono le due ceste piene di alcool e cibo e Tuomas legge la lettera preparata dagli amministratori di Nightwishers Italy. Chiedo un autografo a Marco. Passo ad Emppu, che è quello più silenzioso di tutta la band. Arrivo a Troy, a Tuomas, poi passo a Kai, al quale chiedo anche come va con Time II e mi sento rispondere che sono ancora in trattative con l’etichetta discografica. L’ultima è Floor, che mi sorride dolcemente e mi firma il biglietto. Poi passo alle foto. Le chiedo solo a Tuomas, Marco e Floor, perché il tempo è poco. Abbiamo fatto le foto di gruppo, scattate dal grandissimo Fabio Oriani. Sono tutti molto dolci, disponibili e gentilissimi. Marco e Tuomas, inoltre, non risparmiano anche facce divertenti per i selfie individuali. Scambiamo qualche parola un po’ con tutti, facciamo battute e la mezzora che ci è concessa vola. È già il momento di uscire, così facciamo un’ultima foto con Ewo, il quale poi ci accompagna dentro al Palabam. Il palazzetto si sta riempiendo, i Temperance sono pronti per cominciare, così mi affretto a cercare il mio posto in tribuna.

 

TEMPERANCE:

 

Un’ottima prestazione da parte dei Temperance, che hanno aperto ai Nightwish anche a Roma lo scorso giugno. Nonostante secondo microfono si sentisse appena e i volumi generali non fossero eccellenti, dalle tribune si riusciva a capire piuttosto bene cosa stesse succedendo. Splendida Chiara, che ha dimostrato un ottimo controllo della propria voce e sta acquisendo molta eleganza nel modo di muoversi sul palco. I brani sono molto festosi, infatti nel parterre la gente salta incitata dalla band. Purtroppo, però, dalla tribuna c’era un buon sound, ma una pessima resa dell’atmosfera: gli strumenti coperti dei Nightwish “rubavano” il colpo d’occhio, le luci completamente accese ammazzavano l’atmosfera e i giochi di luce sono stati incisivi solo sui brani finali. In tutto questo, i Temperance ci hanno regalato un’ottima apertura, dimostrandosi più che all’altezza del compito per cui sono stati scelti.
La band conclude, ringrazia e introduce gli headliner della serata: i magici Nightwish.

 

NIGHTWISH:

 

Le luci si spengono, si alza la musica del Dj mentre vengono fatti gli ultimi controlli agli strumenti. Il cambio palco occupa parecchio tempo e la tensione aumenta di minuto in minuto. Il Palabam si riempie nel parterre, anche se in confronto a Bologna ci sono molte meno persone. Dopo l’attesa, si sente l’intro e le prime note di Shudder Before the Beautiful scaldano da subito il pubblico. Entrano a turno: Kai, Emppu, Tuomas e Marco. Sono carichi, totalmente diversi dalle persone che avevo conosciuto un paio d’ore prima. Il taciturno Emppu è padrone del palco e del suo strumento, salta ovunque e intrattiene il pubblico. Sul grande schermo passano le immagini che ormai usano da tutto il tour, stavolta enfatizzate da un gioco di luci che non fa sentire la mancanza degli spettacoli pirotecnici. Floor è l’ultima ad uscire, deliziandoci con una voce soave e una performance comunque eccezionale. Per la prima volta, noto i segni della stanchezza su di lei: un paio di volte ha sbagliato le parole, alcune note le teneva più corte e qualche volta le mancava il fiato. Nonostante questo, la maestosità di questa cantante è stata ampiamente dimostrata. Eleganza, dolcezza e potenza che si fondono in un’unica persona e la rendono un tornado inarrestabile e incrollabile. Dopo Shudder viene Yours is an Empty Hope, uno dei pezzi più dark dell’ultimo album. La vera sorpresa, soprattutto per chi ha resistito alla tentazione di guardare le scalette di Lisbona e Madrid, è stato il terzo brano: Bless the Child, dall’album Century Child del 2002. Un brano che non veniva proposto da tanti, forse troppi anni. Sono brividi dall’inizio alla fine del brano, sicuramente uno dei tanti e meravigliosi regali che i Nightwish hanno voluto farci lunedì. Si riparte poi coi classici che sono stati presentati per tutto il tour: l’immancabile Storytime da Imaginaerum, poi l’entrata di Troy con Elan, My Walden, Weak Fantasy e 7 Days to the Wolves (quest’ultima dall’album Dark Passion Play del 2007). Le soprese non sono finite qui: è di nuovo pelle d’oca con The Siren, brano che, correggetemi se sbaglio, credo non venisse riproposto da oltre un decennio. La voce di Floor è assolutamente perfetta per il brano, una vera Sirena. Subito dopo The Siren, il pubblico va in totale visibilio: un pendolo appare sul maxischermo. I ragazzi del fanclub sono tutti in fibrillazione, le lacrime scendono e ci vuole qualche secondo per capire cosa sta accadendo. Ancora non sappiamo se è stato del video request o se si è trattata di una fortuita coincidenza, fatto sta che The Poet and The Pendulum è stata riproposta nella stessa location di sette anni prima, regalandoci una delle più grandi emozioni della serata. E non è finita qui! Dopo il Poeta, abbiamo altri tre classici di questo tour: I want my tears back, Stargazers e l’immancabile Nemo. Poi, parte l’intro di Sleeping Sun. Ci abbandoniamo sulle sue note, completamente assuefatti da una dolcezza estrema. Arriviamo così, agli ultimi tre brani, ormai immancabili da due anni: Ghost Love Score, dove ancora una volta Floor da sfoggio delle sue abilità, Last Ride of The Day e The Greatest Show on Earth, accompagnata dal liberatorio “WE WERE HERE” cantato da tutta la platea. La band di Kitee si ritira, rientra per gli ultimi saluti e poi sparisce nel backstage, lasciandoci soli a metabolizzare il tripudio di emozioni che ci hanno regalato per la terza volta in così poco tempo. Una setlist come non si vedeva da tempo, con un perfetto equilibrio tra nuovi e vecchi lavori. Uno show veloce, senza punti morti, con la band costantemente concentrata. Infatti, raramente si fermano per presentazioni o descrizioni, se non poche parole prima dei brani più nuovi.

Uno spettacolo straordinario, che poche band riescono ancora a regalare. I ragazzi erano visibilmente stanchi dopo 234 date in giro per tutto il mondo, ma nonostante questo la loro bravura rimane invariata. La platea è ancora in visibilio, qualcuno spera in un bis, ma le luci si riaccendono e la speranza svanisce.

 

ULTIME CONSIDERAZIONI – FANCLUB NIGHTWISHERS ITALY

 

Al di là di ogni emozione, ho delle persone da ringraziare. Lunedì è stato il mio primo concerto “da sola”, senza nessuno che prendesse il treno con me o con cui dividere la stanza d’albergo. Eppure, non mi sono sentita sola nemmeno per un minuto, perché sono rimasta per due giorni in compagnia dei ragazzi di Nightwishers Italy, che oltretutto mi hanno anche scelta tra decine di candidati per il meet&greet. Lunedì, davanti al Palabam, ho conosciuto una vera e propria famiglia ed è stato un onore passare del tempo con loro. Sono persone straordinarie che da ormai sei anni si prodigano per mantenere vivo il fanclub e regalare ai fan esperienze come non solo il meet&greet, ma anche una masterclass con Floor. Questo spazio lo uso per ringraziare Lenny, Lorenzo, Mattia, Mario, Lucia, Luca, Reneé, Giovanni, Silvia… E tutti coloro che erano presenti a Mantova. Grazie a Fabio Oriani, che ha scattato le foto durante il meet e durante il live, facendo sì che i Nightwish usassero la foto di gruppo come post ufficiale per i ringraziamenti post-live (mai successo in vent’anni). Inoltre, è riuscito a immortalare la collana al collo di Floor: collana è stata fatta a mano dalla nostra Reneé e che la cantante ha così tanto apprezzato da indossarla la sera stessa e anche al live di Sofia, in Bulgaria. Piccoli gesti, che diventano immensi in queste occasioni.

Qui sotto metto tutti i link utili per conoscere il fanclub e le persone che ne fanno parte. Siete i benvenuti in ogni momento!

 

Grazie, Nightwish. E grazie, Nightwishers Italy.

Nightwishers Italy: https://www.facebook.com/nightwishersitaly/?fref=ts

Gruppo FB: https://www.facebook.com/groups/nightwishers/?fref=ts

Sito Web: https://nightwishersitaly.com/

 

DISCLAIMER: il report è privo di foto, in quanto ero in tribuna e impossibilitata a cambiare l’obbiettivo alla reflex e utilizzarla (ho visto bodyguard bloccare gente).

*Naturalmente, il Meet&Greet è dal mio punto di vista personale, in quanto non posso parlare anche da parte degli altri partecipanti.

 

 

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irene

Cantante fin da bambina, entrai nel mondo del metal all'età di 15 anni, grazie ad un mio amico dell'epoca. Da allora, per me è tutto un grande viaggio alla scoperta di ogni sfumatura di questo genere immenso e ricco di sorprese. La mia esperienza come recensore e reporter nasce a 16 anni, grazie a diversi progetti scolastici, per poi tuffarmi definitivamente nel mondo delle webzine a 19 anni.

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