Mgła (Mgla)

Mgła (Mgla)

Mgła (Mgla)

Gli Mgła (da pronunciarsi come mgwa, parola polacca che significa nebbia) sono un gruppo black metal, fondati nel 2000 da M. (Mikołaj Żentara) e Daren, che lascerà la band qualche anno dopo per cedere il posto a Darkside (Maciej Kowalski), mentre in sede live si avvalgono di un secondo chitarrista e di un bassista. Il black metal proposto dalla band è abbastanza “semplice”, se così si può dire: non presenta una dose tecnica elevatissima, assoli intricati o troppi fronzoli, al contrario è basato proprio sulla semplicità, con pochi accordi e ritmiche ripetute in modo quasi ipnotico e rabbioso, che vengono accompagnate da una voce raschiante, cattiva e feroce, che sputa in faccia (in senso figurato) all’ascoltatore una dose massiccia di negatività. Già, perché è proprio la negatività il perno portante delle tematiche della band: è vero che il nichilismo e la misantropia sono tra i temi più ricorrenti tra le band black e death, ma i loro testi formano quasi degli inni, poesie cupe che narrano di ciò che c’è di più negativo nella nostra esistenza.
Un altro segno particolare che contraddistingue la band è quella di apparire in pubblico incappucciati e con dei passamontagna completi sul volto, che vengono tolti solo a fine concerto.

Primi anni: pubblicazione dei primi lavori in studio

Anche se sono stati fondati nel 2000, il primo vero lavoro arriva nel 2005, dopo le prime demo (non ufficialmente rilasciate) Northwards e Necrotic. Crushing the Holy Trinity viene pubblicato dalla Northen Heritage e presenta tre dischi, ognuno nominato con una delle parti della trinità (Father, Son e Holy Spirit) e vede la collaborazione di varie band: Deathspell Omega, Stabat Mater, Musta Sturma, Clandestine Blaze, Mgła e Exordium. Gli Mgła pubblicheranno in seguito la loro parte come parte della mini raccolta Presence / Power And Will nel 2013.

Ad inizio 2006 la band pubblica il primo EP, Presence, ultimo lavoro con la formazione originale. Il lavoro presenta solo tre tracce (numerate con numeri romani da uno a tre), con un suono freddo, gelido e abbastanza grezzo, che fa ricordare le prime band black metal scandinave.

Nel 2006 la band pubblica il secondo EP, Mdłosci, primo lavoro che vede come batterista Darkside (voce, chitarra e basso sono affidati a M.) contenente solo due tracce. Già da questo EP (e già nello split) si nota un altro particolare della band: il chiamare ogni canzone come il lavoro nel quale si trova, in questo caso Mdłosci I e II.

Nel 2007 esce il terzo EP, Further Down The Nest, insieme alla raccolta Mdłosci / Further Down The Nest. In questo EP risalta un altro dettaglio della band: la voce totalmente monocorde, che non subisce quasi nessuna variazione di tonalità se non in rarissime parti, come in Further Down The Nest II.

Un anno dopo esce il primo album, chiamato Groza, polacco per terrore. L’album contiene quattro tracce (numerate con numeri romani da uno a quattro), ognuna di lunghezza abbastanza considerevole, dato che la traccia più corta, II, dura 7. 17 minuti. L’album risulta essere un po’ anonimo, le canzoni (a mio parere) sono abbastanza uguali le une alle altre, e il fatto che due tracce (I e IV) sforino i dieci minuti di durata non aiuta troppo.

2012: il debutto live e il miglioramento

Il 2012 rappresenta un buon anno per il gruppo: esce With Hearts Towards None, secondo album, e la band debutta in sede live. Il lavoro presenta un notevole miglioramento rispetto al precedente album, risultando un po’ più vario nella composizione e presentando un suono più compatto. Come in Groza, il nome dell’album viene detto in una sola traccia, in questo caso la terza.

Nel 2015 esce il terzo album, Exercises in Futility, contenente solo sei tracce, ma che sono più che sufficienti a racchiudere l’essenza del gruppo. Furia, malinconia, passaggi serrati, voce rabbiosa che inneggia al disgusto verso la vita, alla futilità di tutto ciò che facciamo ogni giorno, cosa che viene particolarmente espressa nella conclusiva Exercises in Futility VI, un continuo dilemma sulla nostra esistenza, sul perché noi siamo così. Ma se fossimo qualcosa di migliore, cercheremmo davvero di migliorarci? O continueremmo la nostra esistenza, un passo alla volta verso il nulla più totale, come se il tempo che trascorriamo qui sia solo un altro capitolo in un manoscritto per gli esercizi nella futilità?

Alessandro Saba

alessandro_saba

Penso dunque sono. Scrittore a tempo (molto) perso, avido ascoltatore di musica.

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