Il nome della band della quale andrò a parlare oggi si presenta quasi come uno scioglilingua, un qualcosa che non capisci subito, cosa che si riflette anche nel loro modo di comporre le canzoni: sto parlando degli Iwrestledabearonce. Fondati nel 2007 in una cittadina della Louisiana, il quintetto ha sfornato un totale di quattro album e un EP, più due compilation di brani remixati. Come ho accennato in precedenza, se il nome del gruppo vi sembra strano, aspettate nel sentire una loro canzone. O perlomeno, ciò può valere fino al 2013, ma ci ritornerò dopo. La line up odierna del gruppo differisce quasi del tutto da quella iniziale: ad oggi, assieme a Mike Montgomery (batteria e seconda voce), Mike Martin (basso e seconda voce), Mike Stringer (chitarra ritmica) e Courtney LaPlante (voce), solo Steven Bradley (chitarra solista e seconda voce) è rimasto dalla formazione iniziale.

2007 – 2011: caos controllato

Iwrestledabearonce è il primo EP del gruppo, pubblicato nel dicembre 2007 sotto la Tragic Hero Records. Al tempo la formazione comprendeva, oltre a Steven (che in questo EP si occupa anche della drum machine), Krysta Cameron (voce), Brian Dozier (basso) e John Ganey (chitarra). L’EP mette in chiaro fin da subito lo stile della band: un metalcore molto sperimentale, dove si può sentire tutta la follia del gruppo. In alcune canzoni, come Corey Feldman Holocaust, si possono sentire samples provenienti da varie fonti (a voi il divertimento di trovarli).

Il gruppo riesce a fare un contratto con Century Media, e due anni dopo rilascia It’s All Happening, il loro primo album. Il lavoro continua la scia dell’EP, ma si nota già qualche piccolo miglioramento a livello compositivo e nelle influenze. Il disco è stato ristampato l’anno successivo con un DVD extra e una versione remixata dell’album, It’s All Remixed! (che non comprende la traccia Black Eyed Bush). Da questo album in poi troviamo come batterista Mike Montogomery.

L’ascesa della band continua e nel 2011 pubblica Ruining It For Everybody, ultimo album con alla voce Krysta. Il lavoro si presenta pressochè identico al precedente, tranne per alcuni testi più cupi, come in Button It Up. Prima dell’uscita dell’album, la band aveva scherzato, dicendo che “questo lavoro sarà al 90% black metal”, cosa correlata anche da foto di loro in corpsepaint e vestiti di nero.

2013 – oggi: verso la calma

Late For Nothing è il terzo album del gruppo e il primo dove appare la nuova cantante Courtney LaPlante, che nel 2012 aveva rimpiazzato Krysta, che si era ritirata causa maternità. Già da questo album si può notare come la vena artistica del gruppo si stia allontanando dai fasti iniziali: anche se sono pur sempre presenti dei momenti abbastanza folli, la band ha già cominciato a perdere la sua parte sperimentatrice. Che sia dovuto al fatto che non c’è più Krysta? Chi lo sa.

L’ultimo lavoro è Hail Mary, uscito nel 2015 sotto la Artery Recordings. Ormai il gruppo ha messo a tacere in via definitiva la vena sperimentale e folle che li contraddistingueva dal resto della scena: il lavoro in questione si presenta come un semplice album metalcore/deathcore (di fattura anche abbastanza buona), con alla voce una donna che alterna cantato pulito a scream/growl. Piccoli sprazzi di ciò che un tempo era il marchio del gruppo si possono ancora sentire nella opener Gift of Death.

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