Dir En Grey

Dir En Grey

Dir En Grey

Giappone fa rima con stranezza, è una cosa risaputa. La terra del Sol Levante è principalmente nota per la cultura fumettistica dei manga e degli anime, ma cosa si può dire in ambito musicale? Direi che c’è una band che, vuoi per nome, vuoi per anni di carriera alle spalle, spunta in primo piano sulle altre band. Di chi sto parlando? Dei Dir En Grey, una tra le band più famose in terra nipponica, generalmente noti ai fan anche solo come “Diru”. E per famose, intendo che possono riempire il Budokan in meno di trenta minuti.

Prima di parlare dei Diru (da ora li chiamerò così per comodità), c’è bisogno di un piccolo preambolo. La band nasce dalle “ceneri” del gruppo Visual Kei La:Sadie’s, che non riuscì a debuttare a causa del bassista e leader Kasaki, che pensava che per la band fosse “troppo presto”. Il gruppo si scioglie, ma i restanti componenti non hanno intenzione di fermarsi, e reclutano un nuovo bassista, completando una line up rimasta invariata fin dalla fondazione della band, che comprende Kyo alla voce, Kaoru e Die alle chitarre e seconde voci, Toshiya al basso e seconda voce e Shinya alla batteria. Inoltre, il nome “Dir En Grey” deriva dalla canzone “Dir En Gray” di Lareine: la band decise solamente di cambiare una lettera e usare il titolo come nome.

Lo stile della band ha subito varie fasi: dagli esordi Visual Kei dove suonavano un ibrido di alternative/experimental rock, hanno implementato elementi che richiamano al progressive, per poi passare su uno stile sperimentale che fonde parti estreme a parti più melodiche, che si è andato definendosi con il passare degli album, fino a quello attuale. I testi sono tutti composti da Kyo, che a volte gioca sul titolo usando giochi di parole o un significato di un kanji piuttosto che un altro più adatto al testo: un esempio può essere Mitsu to Tsuba, traducibile in “Honey and Saliva”, ma se si va a vedere il testo, il titolo più appropriato risulta Tsumi to Batsu, cioè “Crime and Punishment”. Inoltre, sia nei titoli che nei testi si possono vedere più linguaggi usati: oltre al giapponese, Kyo è solito usare anche la lingua inglese, francese e russa.

Menzione va fatta anche alla parte live: anche se sono passati quasi vent’anni, Kyo è l’unico della band che usa ancora vari costumi, lenti a contatto colorate e make up, tra cui l’ultimo e forse più famoso “Ghoul”, che rappresenta un teschio con un occhio sul petto. Anche la sua personalità si è decisamente calmata, considerando che prima ricorreva a vomito finto e sangue.

Ma ora parliamo della discografia della band.

Primi anni: gli esordi Visual

Nel non così tanto lontano luglio 1997, la band pubblica il loro primo EP, intitolato Missa, comprendente sei tracce. Già da quest’uscita, la band continua sulla scia del Visual Kei, genere rock con una forte componente visiva che stava avendo parecchio successo in Giappone.

Dopo poco più di un anno esce il primo album, Gauze. Lo stile continua ad essere quello del precedente EP; inoltre nell’album si trovano due canzoni che verranno in seguito ri-registrate per due singoli che usciranno rispettivamente nel 2009 e nel 2011, ovvero -Zan- e Tsumi to Batsu, rinominata Tsumi to Kisei, cioè “Crime and Regulation”. Nota: la parola Mazohyst nella canzone Mazohyst of Decadence è una storpiatura voluta di “masochist”, fatta per non incorrere in censure nella stampa dell’album.

2000: arrivo dell’influenza americana

Nel settembre 2000 i Diru pubblicano Macabre, il loro secondo album. Già da questo lavoro si comincia a vedere l’attitudine del gruppo a cambiare, come se non riuscissero a stare troppo “fermi” su un genere: da questo album infatti si comincia a sentire l’influenza americana del progressive, seppur solo in piccola parte. In questo stesso anno Kyo è stato ricoverato per problemi all’udito, rimanendo parzialmente sordo nell’orecchio sinistro, posticipando alcune date del tour promozionale dell’album.

Neanche due anni dopo, ad inizio 2002 esce il terzo album, Kisou, che sembra affermare la volontà della band di cambiare, evolversi, sperimentare, uscire dai confini di un genere che sembra ormai stare stretto al gruppo: suono più graffiante e voce più sporca fanno già presagire un imminente cambiamento radicale nel suono del gruppo.

2002: l’inizio delle sperimentazioni sonore

Sei mesi dopo Kisou esce il secondo EP, chiamato Six Ugly, contenente, come dice il nome, sei canzoni, tra nuove e ri-registranzioni di canzoni vecchie. L’influenza americana si fa sempre più forte, come si potrà ben capire dai successivi album. Inoltre, questo è l’ultimo lavoro dove per ogni canzone è indicato l’autore della composizione: dal successivo album i crediti vengono dati alla band.
Piccola nota: il logo della band è scritto con il font della Coca – Cola.

Vulgar esce a settembre del 2003 è il quarto album del quintetto: abbandonati gli esordi Visual Kei, la band ora mischia alternative, nu e venature hardcore, in un mix riuscitissimo. L’album, oltre ad avere una copertina abbastanza cupa (tra le prime uscite della band è quella più tetra), presenta anche una canzone molto famosa, Obscure, con un video altrettanto famoso e disturbante. Astenersi deboli di stomaco.

Il 2005 presenta due avvenimenti per i Diru: l’uscita di Withering to Death. e l’inizio dei tour in Europa, con concerti a Parigi, Berlino e l’apparizione ad alcuni festival importanti. L’album di per sé presenta lo stesso stile del precedente lavoro, anche se migliorato.

Nel 2006 la band espande i suoi tour anche in America, e dopo un intenso tour europeo Kyo viene nuovamente ricoverato a causa di un’infiammazione alle corde vocali, posticipando alcuni concerti in Giappone ma partecipando al tour con i Korn in America. Nel 2007 esce il sesto album, The Marrow of a Bone, che io considero l’album più frenetico e folle della loro intera discografia, come la malatissima Agitated Screams of the Maggots, ma presenta anche punti molto calmi e toccanti, come la ballad d’apertura Conceived Sorrow . Lo stile si fa ancora più rabbioso e duro, e Kyo sperimenta ancora di più con la sua voce, più di quanto avesse fatto con i precedenti album.

2008: maturazione e ridefinizione del suono

Uroboros esce a fine 2008, a distanza di poco più di un anno dal precedente lavoro. In questo album la band dimostra di essere come un artigiano che vuol mostrare al mondo i frutti del suo duro lavoro: il songwriting si fa più completo, e la voce di Kyo tocca punti altissimi, anche se si dovranno aspettare quasi tre anni per vedere la sua completa maturazione dal punto di vista canoro.

Passano quasi 3 anni, e ad inizio 2011 il gruppo ritorna con Dum Spiro Spero, che in latino significa “finché respiro ho speranza”: lo stile viene ulteriormente ridefinito, plasmato, modificato e rimodellato. L’album potrebbe essere definito come l’unione tra tutti i generi degli ultimi album, ma amalgamata in maniera uniforme, mai banale e portata all’estremo. Come se non bastasse, un anno dopo l’uscita dell’album, Kyo viene di nuovo ricoverato a causa di noduli alle corde vocali: anche se era stato ricoverato altre volte per problemi alle corde vocali, questa è stata l’unica volta che è stato operato.

Dopo poco più di due anni dall’uscita dell’ultimo album, la band pubblica The Unraveling, terzo EP della loro carriera, contenente una canzone nuova (cioè la title track) e sei canzoni ri-registrate. Inoltre, nella versione deluxe vi è la versione ri-registrata ed espansa di Macabre (dai 10 minuti della versione originale si è arrivati a 16) più le versioni unplugged di The Unraveling e The Final, canzone presente in Withering to Death.

A fine 2014 esce il nono album, Arche, parola greca per “origine”. L’uscita dell’album è stata anticipata dal singolo Sustain the Untruth, uscito a inizio anno. Quasi come da tradizione, album nuovo, nuovo cambio: in questo lavoro si riscontra un’attitudine volta al fattore live, al voler fare canzoni che rendessero al meglio sia live che su disco, cosa già anticipata dall’uscita del singolo.

Alessandro Saba

alessandro_saba

Penso dunque sono. Scrittore a tempo (molto) perso, avido ascoltatore di musica.

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