Symphonic e Neoclassical: mettiamo i puntini sulle “i”

Symphonic e Neoclassical: mettiamo i puntini sulle “i”

Symphonic e Neoclassical: mettiamo i puntini sulle “i”

Ho deciso di dedicare questo piccolo spazio a due sottogeneri strettamente collegati, ma spesso confusi ed equivocati: il symphonic ed il neoclassical. Più di una volta mi sono reso conto della confusione che queste due etichette possono procurare; bene: tagliamo la testa al toro e chiariamo eventuali dubbi!
Voler trovare delle esclusività all’interno dei due sottogeneri è praticamente impossibile, e parlarne a livello teorico lo è forse ancora di più; quindi esaminerò le principali influenze direttamente su alcuni brani appositi.
Entrambi i sottogeneri prendono tutto dalla musica classica, ma reinterpretano gli elementi in maniera diversa: l’unica grossa differenza è che il neoclassical si sviluppa prettamente nella parte solistica, mentre il symphonic occupa un ruolo di “sfondo“. Entriamo subito nel merito senza ulteriori divagazioni!

SYMPHONIC POWER
Per me un buon esempio di symphonic: i timbri tipici sono le tastiere, che possono essere un’insieme di violini, archi o addirittura cori: questa è la caratteristica del genere: la parte classica la si trova, come detto prima, nello sfondo del brano, dando poco rilievo agli assoli.


NEOCLASSICAL POWER
Premettendo che alcuni “sfondi” corali o di tastiere sono spesso presenti anche nel neoclassical, possiamo notare subito delle grosse differenze: una linea solistica percorre tutto il brano e lo strumento che guida tutto ciò è… il pianoforte! Eccoci arrivati al dunque, nel neoclassical buona parte dei brani è rappresentata da sezioni solistiche interamente guidate da un pianoforte o una chitarra elettrica che riprendono scale classiche quali la minore armonica o la frigia.

Riassumendo: nel symphonic si riprendono partiture di “gruppo” (insieme di voci, insieme di violini ecc), mentre nel neoclassical lo strumento dominante è spesso uno.
Nota: Vitalij Kuprij rappresenta un neoclassical estremo, eccessivamente virtuoso e poco prototipico, ma è il miglior modo per delineare i delicati confini di questi due sottogeneri. Non tutto il neoclassical è così complesso!

Passiamo adesso al progressive metal:

SYMPHONIC PROGRESSIVE
Nulla di importante da aggiungere, occupiamoci ora dei dettagli: come detto prima gli assoli dei sottogeneri symphonic sono più limitati… ma qui si parla di progressive, quindi noterete ovviamente qualche virtuosismo in più.

Inoltre nel symphonic si punta molto sulle voci femminili, nel neoclassical su quelle maschili:

NEOCLASSICAL PROGRESSIVE
Avete già tutti gli elementi per comprendere i restanti brani: buon ascolto!

Questa sezione non era prevista ma… perché non fare felici i nostri amici blackster?

SYMPHONIC BLACK:

NEOCLASSICAL BLACK ( con influenze Technical Death):

Ivo

ivano

Mi occupo da anni di recensioni e interviste (anche bilingue) in ambito Metal. Recensisco su Metal Winds solo previo invio del disco fisico in questione. Polistrumentista per Vereor Nox, Padulo, Breethoven e Social Media Manager per i Liquid Fear.

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