L’Estetismo nella musica: I Ne Obliviscaris. “Una melodia di porcellana”

L’Estetismo nella musica: I Ne Obliviscaris. “Una melodia di porcellana”

L’Estetismo nella musica: I Ne Obliviscaris. “Una melodia di porcellana”

Io sono un animale di lusso; e il superfluo m’è necessario come il respiro.” (Gabriele d’Annunzio)

Vi starete chiedendo il perché di questo confuso incipit e, ancora prima, del titolo dell’articolo: prima l‘Estetismo, noto movimento riguardante soprattutto arte e letteratura; poi i Ne Obliviscaris, gruppo extreme progressive metal direttamente dall’Australia. Per concludere, la mia citazione “Una melodia di porcellana“.
Procediamo per gradi.
L’Estetismo (seconda metà dell’800) si può definire come una tendenza del Decadentismo la quale vide in autori come John RuskinGabriele d’Annunzio e Oscar Wilde i propri numi tutelari nonché massimi teorici.
Le caratteristiche tematiche del movimento sono molteplici, ma quella che le riassume tutte e che ci riguarda è una: la tematica dell’Arte fine a se stessa, definita anche come Arte per l’arte; ovvero, un’arte slegata da qualsivoglia vincolo e costrizione, lasciata fluire letteralmente a briglia sciolta, capace di dar forma alla sua esistenza in maniera libera ed indipendente. La ricerca di un bello del quale godere intensamente nonché totalmente, prima che il fuoco della passione si spenga miseramente, lasciandoci in mano solo un pugno di sbiaditi ricordi. Dopo tutto, il Decadentismo rappresentava sé stesso come una sorta di “reazione” ad alcuni valori propri del Romanticismo e dell’Illuminismo: non più l’artista inteso come vate mosso da passioni politiche e patriottiche, o come “scienziato” alla perenne ricerca della verità oggettiva: tutt’altro, una figura persa nell’intimo, nelle profondità dell’animo umano, nell’impossibilità di giungere al vero ed alla virtù. Proprio del poeta decadente è dunque l’atto di chiudersi in una forma (quasi) di nichilismo morale ed artistico: l’arte non punterà più sul messaggio, ma quasi esclusivamente sulla forma. Una creatura indecifrabile e sfuggente, aperta ad ogni tipo d’interpretazione, fortemente astratta e polisemica. Riallacciandoci al tema dell’estetica, il superficiale ed il lascivo diventeranno dunque le virtù e i temi dell’arte, che vedrà poi nel Dandismo l’estremizzazione dell’ideologia esteta.

I Ne Obliviscaris rappresentano l’Estetismo nel metal e attraverso una quanto più breve possibile analisi, ripercorrerò le tematiche di suddetto movimento artistico-culturale.
Nota: analizzare tutti i versi sarebbe un’operazione troppo lunga: prenderò dunque soltanto alcuni versi specifici. Iniziamo.

Forget not rappresenta forse, in questi 4 versi, la tematica dell’arte fine a se stessa nel migliore dei modi:
“Giù per le acque, sotto la tenda di salice,
freddo, principe senza tempo, dal mantello in piume di corvo
con due monete lunari
attraverso le acque illuminate dalle stelle, dove i sogni si tramutano in oro”

La perplessità potrebbe essere la seguente “I versi sono altisonanti, sono davvero belli, come potrebbe non avere un messaggio?” seguito subito dopo da “Cosa significa quello che ho letto?“.

Nulla. Proprio nulla. Ecco il concetto dell’arte basata sulla forma: versi aulici in una forma altolocata, ma senza una lezione dietro. E’ il superficiale a colpire. Se poi pensate che musicalmente la traccia si svolge con una linea melodica di violino, strumento particolarmente emblematico per l’arte decadente, arricchito da un blast beat ipnotico e continuo, avrete le risposte per ogni vostra domanda: anche la musica dei Ne Obliviscaris, così come i testi, sono pura forma: una stupefacente melodia di porcellana.

Un’altra tematica del movimento è quella del Panismo, ampiamente trattata da d’Annunzio nell’Alcyione, una raccolta di liriche incentrata sulla natura e sulla fusione di quest’ultima con l’uomo:

“Se è vero che l’uomo deve vivere la vita nel piacere, quale piacere può essere più invitante dell’essere la vita stessa?
 Come si può vivere dunque nelle città immonde – io mi chiedo – e dimenticare queste consolazioni? Credo che finirò eremita, su un promontorio. Penso all’ora in cui dovrò riprendere il treno, con un rammarico indicibile. Vorrei rimanere qui, e cantare. Ho una volontà di cantare così veemente che i versi nascono spontanei dalla mia anima come le schiume delle onde” . (Gabriele d’Annunzio)

Beh… i Ne Obliviscaris di Xenoflux non sono poi così lontani da questa mentalità, in fondo:
“Cavalcando la marea. Il mulinello… piacevolezza astrale
in fondo ad argente serrature… quanto lontano sono arrivato?”

… e neanche quelli di Tapestry Of The Starless Abstract:
“Invoco le risonanti sirene in dolce ilarità
speranze distrutte sotto la superficie
con occhi ammalianti rimangono a fissare…
un prestanome riccioluto fissa nostalgico”

Tra le tematiche, accanto a quella del Panismo, si riscontra anche quella della Morte dei valori morali, che dà spazio a una sfrenata necessità di preferire l’intuito al pensiero razionale:
“Maestosità i vasti oceani, vasti occhi, per sempre da anelare,
prevali, istinto innato, stoffa di spazio divempante
… il tempo, silenzioso, svela privilegiate tragedie.
Tutte le vittorie erano annegate, così come le sirene”.

Purtroppo tutta l’analisi sarebbe lunga, ma credo di aver già espresso il necessario per dare qualche spunto interpretativo per questo gruppo che, a parer mio, ha innovato nel nostro amato genere quale il metal è.

Questo è tutto, alla prossima!

Ivo

ivano

Mi occupo da anni di recensioni e interviste (anche bilingue) in ambito Metal. Recensisco su Metal Winds solo previo invio del disco fisico in questione. Polistrumentista per Vereor Nox, Padulo, Breethoven e Social Media Manager per i Liquid Fear.

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